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L’acqua è un bene comune senza timbro di potere


Il Segretario Regionale dell’U.Di.Con. Severino Notarfrancesco affronta, preoccupato, la questione acqua in Basilicata. Quando parliamo di acqua in Basilicata, purtroppo dobbiamo parlare anche di emergenza-esordisce così Notarfrancesco- la grave situazione idrica attuale non potrà essere affrontata se non con una programmazione seria e puntuale. Se è vero che la tropicalizzazione del clima ci consegna un nuovo scenario per cui dobbiamo fare i conti con la scarsità della risorsa acqua durante parte dell’anno, e con fenomeni di precipitazioni concentrate ed estreme nella restante parte, è anche vero che si rende necessaria una gestione oculata del bene acqua che tenda a minimizzare gli sprechi, soprattutto per quanto riguarda le inefficienze in agricoltura e le semplici perdite delle tubature, ma anche evitando le contaminazioni attraverso la salvaguardia ambientale.”

L ’acqua è la condizione essenziale per la vita di tutti gli esseri.
Sappiamo tutti quanto siano importanti le risorse idriche  per l’agricoltura, le condizioni igieniche ed una sana alimentazione.

Purtroppo però, come tutte le risorse essenziali per la vita, l’acqua non è inesauribile, anzi comincia già a scarseggiare: secondo L’Organizzazione mondiale della Sanità nel 2025 essa potrebbe essere insufficiente per due persone su tre.

“Non vogliamo creare allarmismo, ma neanche insabbiare un problema reale. – continua il Segretario Regionale U. Di. Con.. Severino Notarfrancesco- Invasi e strutture datate, manutenzione obsoleta, problematiche che in molti casi non sono solo legate all’età degli impianti, ma anche strutture di recente costruzione non si presentano nel migliore dei modi. Questo è il quadro poco edificante che si presenta agli occhi dei lucani. A farne le spese non possono essere i cittadini, l’idrico potabile non può essere in discussione, quanto piuttosto lo spreco dovuto alle gravissime perdite delle condotte idriche che si hanno nella distribuzione e nella gestione della risorsa”.

“In qualità di Segretario Regionale unitamente alla  Presidenza Nazionale U.Di.Con. chiederemo  che il governo nazionale prenda una posizione, perché l’acqua è un bene comune senza timbro di potere, e se oggi parliamo di emergenza idrica in Basilicata, non passerà molto tempo perché tale emergenza riguardi anche altre regioni italiane. Non consentirò fughe in avanti che non tengono conto, innanzitutto, delle esigenza di trasparenza ed efficacia nella gestione di questo bene essenziale per i cittadini, per gli agricoltori, per gli imprenditori. Dovrebbe prevalere la responsabilità di tutti, politici, istituzioni, organizzazioni sociali finalizzate ad un unico obiettivo: assicurare l’erogazione dell’acqua senza sprechi e garantire la sua salubrità.”

Ma gli alti costi dell’acqua in Basilicata, sono determinati anche alle innumerevoli spese dovute al sostentamento delle societa che gestiscono il servizio.. Si  dovrebbe garantire il superamento della frammentazione delle gestioni nella definizione di una politica unitaria, allora perché continuare ad avere una gestione non univoca?

“Mi chiedo – continua Notarfrancesco- se sia davvero necessario continuare ad avere più  enti che si occupano, dello stesso bene; anche perché i costi dei carrozzoni politici sono nell’ordine di qualche decina di milioni  di euro.

Sarebbe, dunque, lecito  affidare ad un solo gestore il servizio  per abbattere  i costi di esercizio per il consumo dell’acqua. E non basta il “Bonus idrico integrativo” a far fronte ad  una spesa che grava sulle tasche dei lucani in maniera sempre più pesante. Tanto più che il bonus fa capo al reddito familiare, perciò non tutte le famiglie lucane potranno beneficiare di questo aiuto economico. Ed è quanto meno singolare, consentitemelo, che il bonus per un bene che di fatto è un bene comune, sia legato al reddito. L’articolo 1 della legge Galli recita” Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà” ciò vuol dire quantomeno che, sull’acqua, non sono consentite strumentalizzazioni politiche. Il ruolo del governo dovrebbe, dunque, essere quello di evitare la dispersione delle risorse, per meglio programmare, non solo le emergenze, ma un piano di sviluppo di reti e opere che potrebbero nel breve e lungo termine dare risposte concrete al popolo lucano ”.

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