Lacorazza rientra nel centrosinistra:”Con il passo indietro di Marcello, non ha più senso la mia corsa solitaria.”

Il Leader di "Basilicata Prima" annuncia: "Probabile una coalizione con sette liste."

Alla fine, anche Piero Lacorazza e la sua “Basilicata Prima” ritornano all’ “ovile” del Centrosinistra:

“Con il passo indietro di Marcello, non ha più senso la mia corsa solitaria. Ora avanti con l’autonomia regionale!

Immagino saranno sette liste a sostegno del candidato governatore.”

Queste le dichiarazioni, rilasciate, pochi minuti fa in diretta facebook dal leader di “BasilicataPrima.”

Il viaggio in giro per la Basilicata, in compagnia dell’amico e presentatore Enrico Fornaro, ha portato a questa conclusione: meglio  sostenere Trerotola ed inserirsi all’interno di un’ampia e ritrovata coalizione.

Una decisione che appariva oramai scontata, considerate le evoluzioni politiche delle ultime ore (il passo di lato di Marcello Pittella ed il ritiro di Carmen Lasorella).

Nonostante questo, restano alcuni nodi politici che l’ex presidente del consiglio regionale ed i suoi fedelissimi dovranno comunque affrontare.

Parrebbe infatti che, questo estremo attendismo di Lacorazza nell’annunciare il suo rientro nel centrosinistra abbia irritato i dirigenti del Partito Democratico e di Mdp, impegnati nella difficile operazione di “quadratura” delle liste a sostegno del candidato governatore.

Tra posti “blindati” ed altri “contendibili”, resta da vedere quale spazio potrà occupare “Basilicata Prima” all’interno di un contesto oltremodo affollato.

Sui social qualche “disagio” degli elettori storici della Sinistra

Mancano oramai pochissime ore alla presentazione ufficiale delle liste, il termometro “social” registra alcune  difficoltà dei dirigenti del centrosinistra lucano a far “digerire” la candidatura di Trerotola  a qualche elettore “storico”.

Il farmacista potentino “paga” l’appartenenza ad una famiglia “di destra”: suo padre (Nicola Trerotola ndr) è stato sindaco di Balvano e tra i fondatori dell’MSI in Basilicata.

Insomma, una candidatura che ha unito in extremis partiti che sembravano pronti a “combattere” tra di loro ma che non sembra piacere proprio a tutti.

 

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