Petrolio in Val d'AgriPrimo Piano

“La voce di Corleto” incontra la cittadinanza per discutere del futuro dell’alto Sauro



La Voce di Corleto, neo comitato civico per l’osservazione dello sviluppo socioeconomico dell’alta valle del Sauro, si è dato appuntamento stasera (ieri ndr) per verificare l’avanzamento degli accordi sottoscritti a seguito della dolente questione del licenziamento di molti lavoratori della zona, fino a qualche mese addietro impegnati nei lavori di costruzione del centro olio di Tempa Rossa ad opera della Total SpA, colosso Francese nel campo delle ricerche minerarie.Già nell’incontro che si tenne a Gorgoglione si ebbe la netta sensazione che il comitato raccoglie i malumori della pancia di questa popolazione; e quando la pancia fa il “crunch crunch” è sintomo di malessere. Ed ecco che tanti uomini di buona volontà affiancati da tanti bisognosi frementi di conoscere il proprio futuro lavorativo incominciano a muoversi. Dunque il comitato invita i Sindaci della zona, Sindacalisti e popolazione per fare il punto e per interrogarsi su come sta avanzando il procedimento e su ciò che prevede quello che va ormai sotto il nome di “magna carta”, ovverosia un accordo tra Company e Istituzioni del posto per contribuire, ognuno con il proprio apporto virtuoso, allo sviluppo della zona.Ed allora, facendo l’appello, la “pasionaria” Valeria Giorgio rileva l’assenza del Sindaco di Corleto Perticara, di Guardia Perticara e che Gorgoglione si è premurato di mandare la sua rappresentanza in rosa, Rosaria Vetere, Vice Sindaco, e l’assessore Leone Carmela; La UIL con Antonio Deoregi, Franco Dibiase per la CISL locale. Il resto solo popolo. E per tornare alla pancia del popolo potremmo definire il resto, come vegetazione microbiotica della pancia. La pancia, quella parte del corpo che con il suo “microbiota” o, meglio, attraverso lo stato di salute, contribuisce al benessere del cervello.Invitato d’eccellenza, Carmine Nigro, politico di lungo corso e persona arguta ed intelligente partecipa per via di quel tempo disponibile che ha chi è “lavorativamente” a riposo ed anche per la passione per la politica che non lo ha mai abbandonato e, soprattutto, credo, per l’amore che lo lega alla propria terra ed a questa landa desolata della Basilicata.Che fa questo comitato, esplora i processi, verifica il loro avanzamento e ne segnala le storture o le sviste. Non vogliamo immaginare un esplorazione icasticamente riconducibile al “Viaggio Allucinante” che ci regalò emozioni fantascientifiche, facendoci vedere il corpo umano da una prospettiva interna inimmaginabile a quell’epoca, né come i personaggi dei fumetti del bel lavoro ludico-scientifico di Albert Barillé, che regalò ai bambini uno stupendo fumetto, i cui protagonisti viaggiavano nel corpo umano spiegandone, mentre lo esploravano, funzionamento, condizioni e meccanismi regolatori che reggono ciò che il profilo ci restituisce sotto la figura del corpo umano. Anche perché riuscite ad immaginare Valeria Giorgio e Rocco Toce, con a bordo i fondatori del Comitato e Carmine Nigro all’interno di un sommergibile che attraversa tunnel pancreatici, vene ed aorte e tutti i meandri capillari per entrare nel cervello di chi sta all’apice delle vicende che stanno catalizzando l’attenzione del mondo sindacale e politico in questi ultimi giorni? Ma una cosa è certa, quando la pancia emette suoni di lamento vuol significare che qualcosa non sta funzionando. Ma veniamo alla serata. Dopo aver fatto l’appello e registrato i presenti viene riportato subito il risultato di un incontro del cinque dicembre scorso, dove la notizia vera è l’assenza di Total, preannunciata da una nota all’assessore regionale nella quale dice che, pur rinnovando l’impegno preso nei precedenti incontri, ritiene di non poter partecipare a ulteriori trattative dal momento che il clima di incertezza sui tempi necessari per l’avvio della produzione non le consentono di prendere impegni ulteriori.  Gesto che viene visto come arroganza e come spocchia da posizione dominante ed al quale occorre porre rimedio con altre manifestazioni di protesta e blocchi dei cancelli.Si esamina in seguito la bozza della “Magna Carta” che in molti punti, a detta degli intervenuti, mostra lacune e spunti di arroganza; bisogna lavorarci, incontrarsi leggerla, rileggerla e tirare su una sintesi che si incastri bene con le necessità del territorio, di questo territorio. Carmine Nigro, il politico di lungo corso, come vi dicevo in altri miei interventi, sfodera la “vèrv” del politico vero, di chi sa governare i territori; e la storia contemporanea di questa Regione ma soprattutto di queste aree ha ancora qualche opera a ricordarcelo: Sfodera il manuale della prima repubblica e le istruzioni usate per la transizione alla seconda e tiene una vera lezione di governo del territorio. Sfodera il cipiglio di chi non ha timore del confronto con teutonici rappresentanti dell’economia mondiale; e li sfida in un corpo a corpo, secondo lui, inevitabile quando questi non vogliono scendere a discutere attorno ad un tavolo: blocco cancelli, riduzione del livello di arroganza, questo è il teorema Nigro. E non gli si può dare torto; anche se il punto che più mi ha convinto del discorso di Nigro è finalmente la visione di ciò che deve andare oltre il cancello Total e verso la costruzione di altri cancelli da varcare per lavorare dignitosamente. Perché, dico io tra me e me, è troppo forte lo stridere della mancanza di alternative tanto che non si riesce a tenere una riunione che non sia legata al Petrolio, eccezion fatta per i crocchi attorno ai sacchetti di mele, di azalee o stelle di natale a  sostegno di progetti umanitari.  Ma non avevamo dubbi sulle capacità di Carmine Nigro, tanto che più volte mi chiedevo dove le avesse nascoste le sue doti di condottiero, di ammiraglio che lo vide far fiorire un intero territorio; attirandosi addosso l’ira funesta di quanti mal sopportavano il suo decisionismo e la sua caparbietà nell’immaginare un mondo migliore per la collina Materana, un tempo florida attorno all’economia agricola e di trasformazione agroalimentare nel dintorno della cittadina di Stigliano. Poi la salita verso gradini più alti della cabina di comando lo allontanarono dai territori interni e le difficoltà di un mondo politico in declino lo hanno sballottato in un discreto oblio politico che molti della sua generazione hanno dovuto patire. Ma se il nuovo che avanza è la Beata Ignoranza che i Talk Televisivi ci mostrano, le mie considerazioni sono confermate. Altri cento Nigro, Lettieri, Boccia, Azzarà, Michetti, Cascini, Di Mauro servirebbero, piuttosto che slogan ed avveniristici, ancorhè inconcludenti, progetti di sostegno alle popolazioni. Nigro dunque non si smentisce, ha il brizzolato in testa tanto quanto necessita per non intimorirsi al cospetto dei colossi industriali ed anche il cipiglio politico e la cultura solida per sostenere il registro di qualsivoglia discussione. Poi, che sconfina ogni tanto nel populismo glielo perdoniamo, un vero condottiero sa dire ciò che la platea vuole ascoltare, sarà la platea poi a decidere a chi affidarsi: alla storia ben conosciuta o alla novità che porta sempre speranza di cambiamento.Poi delizia la serata un Sindacalista di lungo corso, Mimmo Senzatela, che già dal tono e dal controllo dell’enfasi espositiva del suo ragionamento riporta alla mente le lotte sindacali vere e dure, dove si aveva il coraggio di uscire, dopo estenuanti ore di confronto, con decisioni talvolta generanti malcontento anche tra i propri iscritti, ma con la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta e di aver saputo sostenere la dignità decisionale. Una vera delizia, mancava un vero parlatore di siffatto spessore, mi son veramente ricreduto, e non solo io, da ciò che ascoltavo dai mormorii in sala; se abbiamo gente così sensibile ed al contempo cosi decisa, allora possiamo resistere a questo cambiamento senza snaturare la nostra storia ambientale e sociale. Sostenendo questa transizione dall’agricoltura all’industria in maniera consapevole ed indolore, riuscendo a trovare la giusta simbiosi per far sì che l’una non sia da freno all’altra; come del resto in tutto il mondo sviluppato accade.Ovvio che ad un certo punto la platea incomincia a fremere ed alcuni interventi urlano verso la piazza, quasi a rivolgersi ai Corletani che non sono in sala, a rimproverarli per la loro apatia e disinteresse verso temi che dovrebbero toccare la sensibilità di ogni cittadino.Un plauso alla Vice Sindaco, Rosaria Vetere, che con molto garbo sostiene, diversamente da quanto minacciato da Carmine Nigro, che con la Company bisogna sempre parlare, mai interrompere il filo di dialogo perché anche nel dialogo più serrato vi è lo spazio per porli di fronte ai loro impegni, alle loro mancanze ed ai loro trucchetti per aggirare il filtro sociale del controllo popolare. E gli occhi di chi guarda l’interlocutore che ti rimprovera non possono non abbassarsi e condurre a riflettere per assumere atteggiamenti più rispettosi.Poi una cosa va aggiunta, ma la TOTAL secondo voi può assumere impegno di lavoro, ovvero decidere un numero congruo di lavoratori da assumere di fronte all’incertezza del cronoprogramma che le dovrà consentire di avviare la produzione? Sarebbe come pretendere da un ristoratore l’assunzione di camerieri e cuochi senza che questi sappia se riuscirà ad avere la licenza per avviare il ristorante, ma per il sol fatto di essere ristoratore altrove lo deve fare, poi si vedrà; invito a riflettere tutti su quest’argomento, perché credo che la burocrazia abbia un brutto ruolo in questa vicenda. La serata si chiude, dopo aver evidenziato che la storia degli organismi istituzionali di controllo non ci aiuta ad avere fiducia del loro operato e su cui se ne dovrà discutere, perché, a mio parere occorre recuperare fiducia nelle istituzioni, stimolandone, anche con forza, il cambiamento; ma è lì la soluzione, nel controllo serio e concreto delle attività che impattano sull’intero ambiente circostante; ed il controllo lo deve fare l’istituzione preposta verso la quale il popolo dovrebbe avere un atteggiamento di rispetto e di sicurezza.  Valeria Giorgio, ha tenuto banco meritatamente, peccato che la sala non si è riempita. Forse perché il tema è sentito, forse risentito, magari vecchio o ripetuto. Ma mai abbattersi, anche perché il comitato nasce per affrontare tanti temi, ed in questa “terra desolata interna” all’interno della Basilicata ce ne sono di temi da toccare e da affrontare, perché gli impegni, per una vita civile e sostenibile, non sono solo da parte delle istituzioni verso le popolazioni ma anche delle popolazioni verso le istituzioni. Ne parleremo ancora, ne sono certo, perché l’avvocatessa Giorgio ha i “muscoli” tonici per portare lontano il sommergibile che esplora l’interno di questo mondo che dalla pancia incomincia a far sentire i suoi malori. Da Corleto Perticara – dalla Piazza coperta – Gianfranco Massaro

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