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La storia di Anna: la Tartaruga salvata dal centro recupero WWF di Policoro


Lo scorso primo maggio un sub, durante una sua immersione nelle acque di Torre Borraco, in provincia di Taranto, notò che una grande tartaruga era trattenuta sul fondo da una lunga lenza da pesca. Subito vennero allertati la Guardia Costiera e il Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Policoro che attivarono immediatamente i collaboratori presenti nell’area salentina per recuperare la tartaruga con personale il veterinario e i biologi marini.

L’intervento del gruppo Lega Navale sezione di Colimena fu tempestivo: con l’aiuto del sub, la Caretta venne liberata dalla lenza che la teneva imprigionata e portata sulla terra ferma, dove ricevette i primi soccorsi e venne stabilizzata, alla presenza del sindaco di Maruggio Alfredo Longo, del dottor Franco Dirigente dell’Asl n°1 di Taranto e di Gianluca Cirelli e Gaetano Perrone del Centro Recupero Tartarughe Marine di Policoro. La malcapitata tartaruga, lunga 75 centimetri e del peso di 56,6 chili, venne subito soccorsa e trasferita con urgenza al Centro WWF per le successive indagini veterinarie e stabulata nelle grandi vasche.

Anna è davvero bella e forte: ha resistito alla trappola mortale della lenza. Ma la sua disavventura non è finita. Al limite dell’annegamento dovuto alla prolungata apnea, dai primi controlli veterinari, emergono gravi danni da costrizione sugli arti anteriori e sul collo.



Iniziò così una nuova lotta contro il tempo: la Caretta venne portata alla Sea Turtle Clinic DMV nell’Università degli Studi di Bari, dove il professor Di Bello e il suo team fecero ulteriori accertamenti. Le due pinne anteriori di Anna presentavano gravi lesioni e rischio necrosi dovuto all’irregolare flusso sanguigno, confermato per l’arto sinistro, che le è stato amputato da parte dell’equipe chirurgica del dipartimento di veterinaria di Bari.

L’operazione è andata a buon fine e ora Anna è di nuovo al Centro Recupero del WWF a Policoro per ricevere le cure utili al suo totale recupero. Nonostante priva di una pinna, appena si sarà ripresa del tutto, Anna potrà di nuovo nuotare libera in mare, e forse, un giorno, tornare sulla spiaggia in cui è nata per deporre le sue uova, come accade regolarmente in questo periodo per molte altre tartarughe lungo le coste italiane.

Dall’inizio dell’anno sono state 28 le tartarughe marine ritrovate sulle spiagge dagli operatori del Centro di recupero tartarughe marine WWF di Policoro, tutte della specie Caretta. Di queste 28, solo dieci erano vive, tutte con differenti problematiche: cinque avevano avuto interazioni con attrezzi da pesca una ingerito plastica, mentre le altre quattro erano debilitate in senso generale. Quattro delle dieci recuperate vive purtroppo sono decedute, due sono tornate in mare, mentre cinque sono ancora in cura e appena si saranno riprese del tutto, verranno liberate in mare.

 

ARTICOLO DI WWF.IT

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