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La settima arte, le infrastrutture e le potenzialità. CinemadaMare precursore ed opportunità per tanti giovani.



E’ stata firmata nella prestigiosa sede di rappresentanza delle Istituzioni lucane, Palazzo Malvinni Malvezzi, la convenzione per l’insediamento a Matera della sede distaccata del Centro sperimentale di Cinematografia (CSC) di Roma. A siglarla, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri e il presidente della Fondazione CSC, Felice Laudadio. La sede Basilicata si aggiunge a quelle già attive in Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Sicilia e Puglia. A Matera la scuola si insedierà nell’ex sede dell’Unibas in Via Lazazzera. Vi si terranno corsi di alta formazione specialistica in regia-filmaking e recitazione, curati dai direttori artistici, Daniele Luchetti e Giancarlo Giannini, come prima iniziativa di un più ampio processo di collaborazione che investirà anche i settori della ricerca e della sperimentazione. Le lezioni inizieranno a partire da settembre 2021 e i primi diplomati termineranno i corsi nel 2024. L’edificio, come prevede la convenzione sottoscritta, sarà restaurato dal Comune che provvederà alle spese di start up delle attività del primo anno. La Regione Basilicata invece si farà carico dei costi di funzionamento e dell’attività didattica del Centro.

Quello che avete letto sopra altro non è che il comunicato stampa. Quello che leggerete sotto sono miei interventi/articoli su LA NUOVA DEL SUD e su IL QUOTIDIANO DEL SUD, per la carovana di Cinemadamare e per l’impegno del suo ideatore e direttore, Franco Rina, in occasione delle manifestazioni tenutesi in Basilicata l’anno 2012 e 2013 in uno dei Borghi più belli d’Italia.

LA SETTIMA ARTE INVADE IL BORGO ANTICO DI GUARDIA PERTICARA

Una bellissima canzone dell’ultimo disco dei Litfiba, prima del riposo sabbatico di Piero Pelù, iniziava evocando la sensazione di un treno che gli attraversava il corpo seppur senza stazione ed addirittura senza il capostazione. Il festival CinemadaMare è arrivato a Guardia Perticara con la forza di un treno che ha attraversato il centro abitato e pur senza stazione e senza capostazione è riuscito a scaricare il suo carico di energia, di novità, di voglia di fare e di capire. Un’improvvisa botta di Mondo si è insinuata tra la gente, tra le cose e come un processo di osmosi è iniziato uno scambio di conoscenza che mai negli ultimi trent’anni si era verificato. Giovani di ogni dove che, come solo i giovani sanno fare, con una discrezione dirompente colgono aspetti del luogo e dell’ambiente cercando di dar sfogo alla fantasia traducendola in cortometraggio cinematografico. Vincenzo Mollica ammette candidamente di partecipare, come ospite, a pochissime manifestazioni di cinema ma a CinemadaMare non fa mai mancare il suo affetto e quest’anno si è presentato a Guardia Perticara per il lancio di questo festival. Si Vincenzo Mollica, Mollicone, come lo chiama il grande Benigni,  direttamente dal red carpet di Hollywood e Cannes si presenta a Guardia Perticara e, come il sole all’improvviso, prende la scena e dà la sua benedizione ai ragazzi del festival. Cala il sipario e si chiude una manifestazione che ha dato il segno ed il senso di ciò che significa il confronto, le discussioni, il mettersi in gioco con leggerezza e professionalità. Molti dei ragazzi chiedevano: ma cosa ne pensate di Guardia Perticara e del suo futuro? E delle estrazioni petrolifere? E dei giovani? Ecco dietro a queste domande viene da pensare che se mai tra qualche anno si registrerà una sconfitta la si dovrà attribuire non tanto alle liti ed alle critiche ma alle cose che i Guardiesi non si sono mai dette. (Agosto 2012)

E SE FOSSE IL CINEMA L’INDUSTRIA GIUSTA PER LA BASILICATA?

Quando il pensiero va all’industria siamo soliti pensare a padiglioni impolverati e alte colonne troncoconiche che sputano fumo grigiastro: sono le fabbriche, gli opifici che dalla rivoluzione industriale ad oggi hanno cambiato la sociologia e lo stato sociale.



Ho avuto la fortuna di assistere ad un dialogo tra Paride Leporace e Aureliano Amadei uno direttore di Basilicata Film Commission e l’altro regista, già cineoperatore scampato all’attentato di Nassirya il 12 Novembre 2003.

La primissima impressione, da profano, è stata quella di avere di fronte due persone che credono nelle idee e negli ideali; Leporace forte conoscitore delle potenzialità della Basilicata ed Amadei chiaro nei progetti che porta avanti e negli obiettivi che persegue per tradurre in Film le sue idee per raccontare il mondo.  Leporace dopo aver discusso con la sua flemma e verve da intellettuale da caffè letterario riflette sul concetto di attività industriale assimilando la Film Commission ad un industria e che, secondo il suo parere, è molto più potente di tante industrie che, in termini di ritorno occupazionale, hanno già fallito in Basilicata.

Allora mi sono ispirato a pensare che la Basilicata potrebbe essere una sorta di stabilimento cinematografico all’aperto, una Cinecittà estesa su un intero territorio, una Hollywood mediterranea dove il regista e le produzioni devono perdere il confine tra lo girare in studio e lo girare in location. Una industria che non sconta la distanza dal mondo produttivo che pulsa e domanda beni e servizi. Questo perché l’output dell’industria cinematografica può godere di una sorta di arbitraggio nel vendersi come prodotto finito in quanto la distribuzione non sconta le distanze come un normale prodotto industriale che vede accrescere il suo costo al dettaglio, di spese logistiche sempre più alte in rapporto alla sua conformazione fisica, motivo per cui molte produzioni vengono spinte in luoghi più prossimi ai mercati in espansione. Il Film no, non ha importanza dove viene prodotto; il Film viene distribuito e sconta le stesse spese di una produzione fatta a Milano o a Roma. Chissà, mi chiedo, forse è l’industria giusta per la Basilicata anche se all’orizzonte c’è la crisi delle sale che non vedono spettatori per colpa di altre forme di intrattenimento e di ciò che viene stigmatizzato come Home Entertainment. Ma il film, le storie raccontate con la settima arte hanno sempre bisogno di una location, di una organizzazione, di un Know how capace di dare servizi a chi vuole costruire una storia da raccontare in fotogrammi.

Tutto questo lo stanno sperimentando i giovani del festival CinemadaMare che invadono i paesi e si insinuano nella vita dei paesani cercando di cogliere idee e fantasie da costruire in cortometraggi. Franco Rina, l’ideatore del Festival da circa dieci anni porta in giro per l’Italia una carovana di giovani Filmmakers che si incontrano e scoprono nuove potenzialità, nuove opportunità e peculiarità per progetti cinematografici.

Le buone idee nascono dalla collisione di tante piccole intuizioni, e la possibilità di incontrare nuove persone o, anche per caso, nuove informazioni che ognuno potrà usare per costruire e meglio sviluppare i propri progetti è la migliore cosa per centrare l’obiettivo dell’innovazione. Dunque, quale migliore cosa di far incontrare tanti giovani che tra loro e con loro capiscono meglio il mondo del cinema, ed insinuandosi nelle vicende locali potranno scoprire o farsi scoprire da tanti altri giovani ignari delle potenzialità di questa nascente industria in Basilicata? (Agosto 2013)

Ecco, oggi non importa chi ha osato per prima paragonare la carovana dei giovani Filmakers all’esperienza dell’Erasmus, ciò che conta è che l’invasione di tanti giovani nei paesi dell’entroterra Lucano aprono la mente a tanti giovani stanziali che diversamente immaginano i confini troppo prossimi al limitato orizzonte che li circonda.

Ma questo Franco Rina lo aveva capito molto prima che a Matera si avviassero le pratiche per il CSC

Gianfranco Massaro – Agos

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