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Istituire all’ospedale di Villa d’Agri un centro iperbarico

Bloccare la migrazione sanitaria che produce per le casse della Regione una spesa di circa 40milioni di euro l’anno e dotare la Val d’Agri, sempre più “sguarnita” di presidi per la salute, di un importante servizio che non esiste in alcun ospedale lucano. Sono questi i motivi della proposta del Csail  per la realizzazione di un centro iperbarico in Val d’Agri.

“La camera iperbarica – evidenzia Filippo Massaro, portavoce Csail – tratta numerose  patologie. In ambito ortopedico, oltre all’osteonecrosi, con la camera iperbarica si curano le osteomieliti (infezioni dell’osso), le sindromi algodistrofiche (distrofie dolorose dell’osso) e i ritardi di consolidamento delle fratture. E ancora, gravissime intossicazioni, ritardi di cicatrizzazione, osteomieliti, gangrene da complicanze diabetiche,  ulcere venose e da stasi, problematiche post chirurgia plastica ricostruttiva, sordità improvvisa, fratture a rischio settico e necrosi asettica alla testa del femore. Nel caso dell’osteonecrosi, in genere occorrono dalle 20 alle 40 sedute di ossigenoterapia iperbarica, che vengono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Nell’ossigenoterapia iperbarica  il paziente viene introdotto in un apposito ambiente pressurizzato:  la Camera iperbarica, dove  la pressione è maggiore di quella atmosferica e all’interno viene erogato ossigeno puro attraverso appositi circuiti personalizzati. Gli effetti benefici sull’organismo sono: ossigenazione dei tessuti ischemici, azione battericida, antiedema e antinfiammatoria; migliore proliferazione vascolare e capillare; maggior produzione di collagene; attivazione dell’osteogenesi e deposizione di calcio.

Attualmente i lucani che hanno bisogno di queste prestazioni sono costretti a rivolgersi a Salerno, dove in pochi anni è stato superato il tetto delle 10 mila prestazioni o a Taranto. Istituire un centro iperbarico a Villa d’Agri – spiega Massaro – risponde a più esigenze: la presenza del Centro Oli a Viggiano con alcune migliaia di dipendenti diretti e dell’indotto; il facile raggiungimento grazie alla S.S.598 che collega l’autostrada Salerno – Reggio Calabria da un lato e la costa Jonica dall’altro; la scarsa presenza di centri iperbarici nelle regioni confinanti, (ad eccezione di Taranto e Salerno); la possibilità grazie al facile raggiungimento di attirare pazienti fuori regione; la possibilità di trattare molteplici patologie con riduzione delle degenze e degli accessi ospedalieri, grazie alla strutturazione del servizio in regime ambulatoriale. Il costo della Camera Iperbaica è piuttosto contenuto (circa 400mila euro) e rappresenta il migliore investimento della Regione Basilicata perché si evita l’emigrazione di migliaia di pazienti lucani verso Salerno o Taranto; la Val d’Agri sarebbe il “baricentro” di una utenza anche extra-regionale di circa 400mila abitanti; la salvaguardia di eventuali intossicazioni causate dal Centro Oli di Viggiano e di Tempa Rossa di Corleto Perticara. Infine – dice Massaro – si invertirebbe la tendenza di depauperare l’ospedale di Villa d’Agri di unità operative e prestazioni.

 

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