Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Inquinamento in Val d’Agri, Pinuccio: “Il tapiro a Pittella”

Sull’inquinamento delle falde nei pressi del Centro Oli val d’Agri, in Basilicata, abbiamo posto alcune domande a Pinuccio (nome d’arte di Alessio Giannone), notissimo inviato di Striscia la Notizia. I suoi servizi sul COVA hanno contribuito a catalizzare notevolmente l’attenzione mediatica sul tema, anche a livello nazionale. La questione è molto delicata e le risposte meritano riflessione da parte dei lettori.

Le sue sortite presso il Centro oli Val d’Agri per Striscia la notizia sono diventate un tema di attualità a livello nazionale. Si direbbe che la risonanza da lei offerta alle proteste di comitati di cittadini e alcuni accademici abbia contribuito molto alla presa di coscienza del problema della contaminazione delle falde. È mancato qualcosa, a livello locale, in termini di informazione?

Credo che aver portato l’attenzione su un livello nazionale sia servito a chi è fuori dalla Basilicata per capire di cosa stiamo parlando. Antonio Ricci dopo il mio primo servizio mi ha detto di andare avanti perché secondo lui la situazione non quadrava, e così con il susseguirsi dei servizi siamo arrivati a preoccupanti scoperte. A livello locale mi sono interfacciato con alcune associazioni ambientaliste, ma poche persone realmente indignate rispetto al grave danno che sta ricevendo quella regione. In un primo momento, alcuni giornali locali non hanno accolto benissimo l’occhio di Striscia ma, per fortuna, qualcuno ha dovuto ricredersi. Quello che manca è l’attenzione di altri organi nazionali. In questo lavoro credo che ci si debba battere per il bene comune. E se tutti i tg nazionali avessero riportato davvero la gravità della questione, forse, e dico forse, i cittadini si sarebbero mossi. Alla fine noi facciamo informazione, poi sono i cittadini a doversi ribellare e se l’informazione non arriva da più parti c’è il rischio che l’attenzione si spenga. Poi c’è la politica che in alcuni casi è poco chiara e in altri ha duramente perso rispetto alla tutela dell’ambiente. Tutti pronti a giudicare il nostro lavoro e loro, che i problemi li hanno sotto il naso, a casa loro, sembrano scendere dalle nuvole. Siamo alla frutta, anzi al caffè.

Centro Oli e presunto inquinamento dell’invaso del Pertusillo. Due problemi interconnessi? Ha trovato evidenze in tal senso?

Tutto è partito da quelle famose macchie nell’invaso, poi rivelatesi alghe. Io non sono un esperto, ho raccolto pareri e molti di questi dicono che i nessi ci sono, ma purtroppo i pareri contrari non vengono considerati da chi deve avere cura del nostro paese. Una cosa è certa: le falde sono state intaccate, c’è stato un modo “particolare” di gestire l’emergenza e di comunicare gli sversamenti ma pare che nessuno sia responsabile e vorrei ricordare che ci troviamo in un parco naturale. Sembra una barzelletta ma non lo è. Però va tutto bene anzi, come dice Sabino, è tuttappost! Nessun colpevole e solo dei rompipalle da gestire, che ci tengono al territorio.

Lei evidenziava una carenza di attenzione da parte della popolazione locale. Solo lucana o anche pugliese?

In Puglia nessuno si muove. Dovremmo essere uniti nel voler sapere di più, nel porre domande. C’è stata una manifestazione qualche giorno fa ma si dovrebbe fare di più. Bisognerebbe chiedere se le Arpa di Puglia e Basilicata siano in grado di gestire questi fenomeni, se l’Acquedotto ha gli strumenti per cercare quelle sostanze che molti denunciano essere nell’acqua. Perchè il problema è questo: se tu cerchi le lenticchie ma io ti sto chiedendo di capire se ci sono fagioli e tu non hai gli strumenti per trovare i fagioli è logico che mi dirai che va tutto bene. Non li vedi e non li trovi.

A chi consegnerebbe un tapiro per la vicenda Cova? A Pittella (presidente della Regione Basilicata ndr)

FONTE: BASILICATA24

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One Comment

  1. Il 21 maggio 2017 presso l’area pic-nic “Lago Avventura” di Spinoso (PZ) su invito di Libera Basilicata e dell’Osservatorio Popolare per la Val d’Agri abbiamo assistito all’autorevole intervento di Padre Alex Zanotelli, il tema è stato quello dell’acqua e quale migliore scenario del lago del Pertusillo
    Riferendosi alla enciclica di papa Francesco, padre Zanotelli, ha rimarcato la nuova coscienza ecologista della Chiesa e ha , invocato con la preghiera di tutti, lo spirito paraclito, da consolatore degli oppressi ad avvocato difensore dei diritti negati dalla politica e dal governo
    Per vincere la sindrome di Stoccolma ( che lega petrolieri e cittadini , oppressori e oppressi ) ha chiesto la mobilitazione della chiesa e dei preti, le vere sentinelle del creato che iddio ( papà ) ci ha donato.
    Speriamo nel riscatto dei lucani e non solo, dal potere e dai soprusi dei governanti illegittimi referenti della casta affaristica-industriale che ha trovato in Lucania l’ottimo habitat per affermarsi facendo leva sullo stato di bisogno indotto e sulle false promesse di un eden impossibile, dove possono coesistere acqua incontaminata e industria estrattiva , agricoltura biologica e pozzi petroliferi
    Tutti noi lucani dobbiamo ringraziare la magistratura se gli scandali sul presunto inquinamento del Centro Oli di Viggiano, sono venuti a gala dopo la chiusura di Expo Milano 2015 , e dall’impegnativo tema : Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” dove la Basilicata è stata rappresenta con tre assi : acqua, agroalimentare e Matera 2019 e che i punti di forza sono: l’oro blu : l’acqua, l’oro rosso : il vino ; l’oro giallo :l’olio.
    Nella elaborazione, altamente scientifica, delle analisi SWOT del PSR Basilicata 2014-2020 nessuna menzione, forse per non offuscare la rappresentazione dell’eden lucano, è stata fatta dell’oro nero il cui sfruttamento finisce per offuscare tutti gli altri oli e che, paradossalmente, si trova in Val D’agri ovvero a monte del bacino idrografico della diga del Pertusillo( l’oro blu ) non lontano dai vigneti ( l’oro rosso ) , dagli oliveti ( l’oro giallo ) e dalle aree che danno i prodotti D.O.P. e I.G.P.
    Evidentemente tale imbarazzante presenza, rappresenta un punto di forza e di opportunità per il governo trivellatore e i suoi referenti lucani ma una minaccia per la Buona pratica agricola e una debolezza per il turismo enogastronomico, oltre che un pericolo per le coltivazioni agricole , gli alimenti e gli allevamenti; Altro che marketing che oltre alle tradizionali P del marketing mix : Prodotto, Prezzo, Promozione, Punto vendita, in inglese ( Product, Price, Promotion, Point of sale) deve fare il conto con una P affatto positiva ovvero Pollution ( l’inglese di inquinamento )
    Una regione dell’ Italia meridionale, sino a qualche tempo fa, sconosciuta e ora, grazie al marketing pubblicitario finanziato dagli occupanti illegittimi e dagli invasori trivellatori, nelle mire espansionistiche del governo centrale , dotato allo scopo, di poteri straordinari ancorché sorretto da maggioranze spurie e perciò antidemocratico e che ha trovato nella rassegnata mentalità e nella tipica disillusione dei lucani l’ottimo viatico per l’affermazione della propria tirannia e con la fattiva responsabilità dei nostri maggiori rappresentanti tutti appartenenti al partito unico di governo:
    Popolo di pastori si, di pecoroni no

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