Incubatori di idee che non ti aspetti e che invece ti sollevano l’animo, facendoti sperare in un futuro migliore

Ci sono dei giorni in cui ognuno di noi naviga a zonzo sul web. Un po’ come lo zapping, quella pratica che ci rendeva padroni del televisore consentendoci di passare da un canale all’altro con la scusante di dover ricercare un programma interessante. Altro non è, secondo me, che una forma di pigrizia alla quale non riusciamo a dare una soluzione immediata per riportarci a qualche interesse qualificante e gratificante per la nostra mente e la nostra anima.

Ed oggi durante questo tour in rete, come un cibernauta che naviga verso l’isola di Serentip, mi imbatto in un blog che all’apparenza sembra timido timido, per via di una grafica essenziale e molto semplice, leggo le prime riga e vengo catturato dall’idea; questa idea condensata in una locuzione anglosassone di facile comprensione: CALL for IDEAs (sic). Un richiamo di idee o un concorso di idee o, semplicemente, un contenitore dove far confluire idee.

Ora, per stare al concetto di serendipità coniato dallo scrittore inglese Horace Walpole derivandolo dalla favola Persiana dei “Tre prìncipi di Serendip”, vengo illuminato da questa iniziativa che mi riporta agli studi di STEVEN JOHNSON, scrittore americano che si occupa di collegamenti tra cultura, idee, scienza e tecnica.

Il sito o blog in cui sono finito è una sorta di piattaforma messa su da una giovanissima e brillante studentessa d’ingegneria di Corleto Perticara, con l’intenzione di raccogliere idee e progetti da mettere in campo per sfruttare le royalties petrolifere; progetti da far confluire in dieci macro argomenti che vanno dall’agricoltura alla green economy, fino allo sport passando per la sostenibilità ambientale ed il potenziamento delle infrastrutture, etc. etc. .

Il CALL FOR IDEAS, pur essendo una pratica ormai in uso da diverso tempo in altre parti del mondo e dell’Italia, mi sorprende comunque; mi immagino e mi auguro che arrivino tanti progetti, tante idee per collidere tra loro e dare vita ad iniziative concrete. Iniziative che potrebbero generare fenomeni virtuosi capaci di rappresentare le istanze di un’intera area.

Mentre faccio questi pensieri vengo richiamato a staccarmi dal computer, a mollare per un po’ il video, per far riposare la vista. Richiamo condito da osservazioni sull’iperattività da connessione, su un mondo chino sui touch screen dei telefonini e sulla freddezza della comunicazione moderna! Acconsento alla critica di genere ma al contempo benedico la possibilità di essere tutti connessi per via di quella possibilità di poter far entrare in collisione le idee.

Le idee hanno bisogno di incubazione e passano molto tempo nella forma di intuizione incompleta. Le intuizioni hanno bisogno di collidere con altre intuizioni che ronzano nella testa di un’altra persona. Per questo bisogna trovare il modo di creare un sistema che permetta a queste intuizioni di unirsi e di trasformarsi in qualcosa di più grande della somma delle parti. La piattaforma creata dalla brillante Ilenia Magaldi riunisce in un click e su uno schermo la funzione dei caffè letterari dei tempi dell’illuminismo e dei saloni letterari dell’epoca del modernismo dove le idee potevano fondersi e scambiarsi; raggruppa le funzioni che ci consentivano di soddisfare il proprio primario bisogno di relazioni per sviscerare problemi che in altri tempi nemmeno tanto lontani venivano affrontati con la passione della politica nelle sezioni, con la passione del lavoro nelle camere del lavoro e con la passione della fede negli oratori. In sintesi questa piattaforma consente alle idee di collidere tra loro per generare altro ed iniziare ad esplorare un altrove ricco di potenziali novità.

Se si continua ad investire in cultura avremo dieci, cento, mille Ilenia Magaldi che profonderanno impegno per il proprio mondo, generando innovazioni che emanciperanno i territori e le popolazioni.

Il blog è www.ileniamagaldi.com, riversateci su idee, progetti, pensieri ed ogni altra sorte di potenzialità che ritenete possa tornare utile per il territorio, anche la più strampalata;  perché anche l’idea  più strampalata in collisione con altre intuizioni potrebbe generare l’idea vincente. State connessi, stiamo connessi, perché l’opportunità favorisce la mente connessa, per dirla alla STEVEN JOHNSON.

Gianfranco Massaro – Agos

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