Incontro Total parti sociali in Prefettura

Oggi, nell’incontro tenutosi in Prefettura a Potenza, convocazione fatta dal Prefetto Vardè ai sindacati Confederali, al sindacato autonomo Confael, ai comitati locali La Voce di Corleto, il Comitato per l’occupazione e la salvaguardia dell’ambiente e i Lavoratori di Tempa Rossa, con i sindaci di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione, e la partecipazione dell’assessore regionale alle Attività Produttive – Francesco Cupparo – e Total Italia, a mio avviso quale rappresentante della Confael Settore Industria, e ad avviso dei Presidenti dei rispettivi Comitati locali non è emersa alcuna rassicurazione da parte della stessa Total sull’assunzione delle maestranze locali già impiegate nel cantiere con il rischio che con l’affidamento degli appalti alle nuove aziende non vengano garantiti i lavoratori locali e lucani. Tempa Rossa serve per distribuire favori a pochi che fanno parte del Cerchio Magico, e con ricorso al lavoro interinale hanno danneggiato pericolosamente il mercato del lavoro nel sito industriale di Tempa Rossa sfavorendo pesantemente le comunità locali facendo diventare l’affare petrolifero un business solo per alcuni. Gli accordi di questi anni per le assunzioni nel sito petrolifero sono stati violati o disattesi, con il benestare di tutta la classe politica, di maggioranza e di opposizione.

A ciò si aggiungono anche altre problematiche irrisolte. In primis quella dei nove siti attorno all’impianto che celerebbero nel sottosuolo sostanze inquinanti derivanti dalle prime esplorazioni. Sequestrati nel 2009 e dissequestrati senza alcun intervento nel 2016, i siti sono ancora facilmente individuabili. Le bonifiche sono state promesse, anche dalle amministrazioni dei comuni destinatari delle royalties petrolifere, ma ancora non realizzate. E i problemi non finiscono qui, perché gli agricoltori della zona lamentano impatti negativi legati al petrolio sui loro terreni, mentre sono mesi che gli ex lavoratori dell’indotto aspettano una risposta dalle Istituzioni e dalla Total in merito alla questione occupazionale. Il poco confortante risultato sarà quello di aumentare lo sfruttamento di un’area che gode delle royalties più basse al mondo. La royalty è ciò che consente al titolare di una risorsa di ricevere adeguato compenso dallo sfruttamento della stessa. In poche parole, in Basilicata viene estratto petrolio senza che ciò porti un effettivo miglioramento nell’economia della regione. Tutt’altro: il paradosso lucano è quello che contrappone un’enorme ricchezza potenziale ad un’enorme povertà di fatto. Inoltre, i danni ambientali sono devastanti. Un processo teso a inquinare risorse fondamentali come l’acqua. Un danno abnorme, se si considera che la Basilicata è ai primi posti per quanto riguarda le risorse idriche, sia a livello di potabilità che a livello di utilizzo agricolo.

In conclusione, rigorosamente noi chiediamo, che alla firma dell’Accordo di Sviluppo, o della Magna Carta da convalidare prossimamente presso la Regione Basilicata con convocazione del Presidente Bardi e dell’assessore Cupparo, vengano inseriti tutti i punti del nostro documento, a correzione della Bozza di accordo, già presentato il 1 marzo al Prefetto Giovanna Cagliostro, e di nuovo oggi riconsegnato all’attuale Prefetto di Potenza. Inoltre, invochiamo che le estrazioni sperimentali termino a brevissimo tempo, che l’accordo venga attuato immediatamente alla firma delle autorizzazioni alle estrazioni che la Regione Basilicata concederà alla Total.
“Basilicata. La terra di nessuno, un vero martirio provocato dall’invasore sabaudo”.

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