Il Virus smaschera l’economia mondiale

Eravamo nel pieno del carnevale, sognavamo feste in maschere e baldoria fino a tardi, il vestito nell’armadio pronto per la sfilata e la maschera indossata, quando, il virus si avvicinava giorno dopo giorno a noi e il sorriso di chi: “tanto qua non succede nulla”, lasciava il posto ad una velata e timida preoccupazione.

Con il passare dei giorni mentre il numero dei contagi e delle persone decedute sotto l’attacco del Virus  aumentavano abbiamo buttato giù la maschera, nessuna spavalderia ma paura per noi stessi e i nostri cari, abbiamo fatto un po’ di resistenza, volevamo andare a correre o dalla parrucchiera ma alla fine abbiamo deciso che era meglio rimanere vivi, grassi e pelosi piuttosto che morti in forma e depilati.

Il virus non ci ha tolto solo la maschera che indossavamo per carnevale ma ha smascherato, rilevato, tante altre cose di noi, la società e il sistema economico in cui viviamo.  

Singolarmente ci siamo scoperti fragili, vulnerabili e poco inclini al rispetto delle regole, colpevoli forse di essere figli di una generazione che non ha mai dovuto fare rinunce vere. Non eravamo preparati a gestire un evento cosi provante.

Se da un lato è giustificabile l’impreparazione del singolo ad un evento del genere non è altrettanto comprensibile il disagio in cui si trova quasi tutto il  mondo economico e finanziario  ad arginare una crisi del sistema, causata dalla mancata attività di  qualche settimana.

Il virus ha tolto anche l’ultima maschera al sistema economico finanziario che ci governa, nessuno ha più alibi: l’Europa, i Governi delle Grandi Potenze e i Governi che si sono succeduti in Italia. Nessuno è assolto dalla responsabilità di aver determinato un sistema fragile, legato alla finanza e al credito, non in grado, per la maggior parte delle aziende, di produrre utili a causa di tasse, leggi e regolamentazioni, che  sottraggono investimenti sull’innovazione e rallentano la crescita dei profitti.  

Non si può avere una Europa unica per la moneta e tante “Europe” su tutti gli altri temi, non si possono imporre regolamentazioni stringenti a livello locale e trovarsi a competere su un mercato globale dove ci sono altre regolamentazioni.

Se esistono una Unione Europea ed un Mercato Globale allora le regole devono essere uguali per tutti, affinché possa esserci una concorrenza basata solo sulla capacità d’innovazione e ottimizzazione del ciclo produttivo.  Un mercato uniformemente regolamentato, dove ogni singola azienda deve dare il meglio per conquistare più mercato, e produca in modo endogeno economia a favore di altre aziende, passando da un mercato che tende al collasso ad un mercato in espansione.

L’attuale sistema economico si regge anche e soprattutto con il grande impulso, che attraverso la rete e la globalizzazione, ha dato il consumismo di massa, che trascende facilmente le reali possibilità economiche di ogni individuo. Il cittadino è diventato un consumatore bombardato da ogni tipo di offerta e spinto verso il prestito dalla “necessità di consumo”, divenuto più accessibile  rispetto al prestito per investimenti, generando un meccanismo micidiale che conduce inevitabilmente ad un indebitamento eccessivo della popolazione al quale poi non riesce a far fronte.

Affinché, il sistema economico finanziario possa trovare nuovi equilibri ed iniziare una fase auto-generativa, deve adoperarsi per implementare leggi e regole uguali per tutti nel campo della salute umana e dell’ambiente, per l’accesso al credito, in ambito di tassazione e welfare e ancora dovrebbe smorzare o quanto meno non favorire il prestito diretto al mero consumo.

Se è vero che, il virus ha smascherato le debolezze del sistema economico finanziario è altresì vero che, ci ha mostrato un’ Italia capace, di fronte all’emergenza, di reagire e tirare fuori il meglio di sé, in tema di solidarietà, di capacità scientifiche, adattamento, ingegno e produttività.

Sono state convertite fabbriche in pochi giorni, sono stati sviluppati nuovi sistemi di ventilazione e si è costruito un ospedale in solo dieci giorni e non anni come ci eravamo abituati a vedere. Tutto questo è stato possibile anche perché le maglie della burocrazia sono state allentante.

Questi esempi devono servici a capire che le leggi e le regole sono necessarie, ma devono essere eque e giuste e non devono in alcun modo mortificare lo spirito di fare che c’è in ognuno di noi.

Il virus ci ha tolto la maschera, a noi il compito di dimostrare quello che siamo…..

#andiamoalmareanchesepioverà 

 

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