Il sindaco di Montemurro Di Leo scrive alla Regione: “Maggiori garanzie ambientali o stop alla re-iniezione a Costa Molina 2”

In data 1° luglio 2019 ho provveduto ad inviare una nota all’Assessore Regionale all’Ambiente Gianni Rosa e per conoscenza al Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, a seguito dell’incontro tenutosi il 7 giugno presso il Dipartimento Ambiente riguardante l’Istanza di aggiornamento della proroga decennale della concessione di coltivazione idrocarburi liquidi e gassosi “Val d’Agri”. È la prima delle iniziative che saranno messe in campo per ottenere eque compensazioni ambientali.

Dal documento della società ENI spa che è stato trasmesso dall’Assessore Rosa, a cui va dato ampio merito per il coinvolgimento delle amministrazioni locali, si evince in particolare l’annullamento definitivo del progetto di conversione dei pozzi Monte Alpi 9 e Monte Alpi Est 1 da produttori ad iniettori. Al sottoscritto non sono note le motivazioni che hanno indotto la società ENI spa al cambio di strategia sul tema del trattamento delle acque.

Tuttavia si deduce che anche per il prossimo decennio l’unico pozzo di re-iniezione delle acque di strato provenienti dal COVA sarà il pozzo Costa Molina 2 presente nel territorio del Comune di Montemurro.

Negli ultimi anni il pozzo Costa Molina 2 è stato alla ribalta nazionale in quanto la Procura di Potenza, ipotizzando il reato dello smaltimento illecito dei rifiuti, lo ha posto sotto sequestro per ben due volte e ciò ha causato il blocco delle attività dell’estrazione in Val d’Agri.

Molte preoccupazioni sono legate all’attività del pozzo di re-iniezione per il suo legame con la micro-sismicità in un territorio ad elevato rischio sismico. Montemurro il 16 dicembre 1857 fu epicentro di un forte terremoto (magnitudo XI scala Mercalli) che rase al suolo il paese.

A ciò si aggiungono i forti dubbi legati alla qualità delle acque re-iniettate nel sottosuolo dopo il processo di separazione che avviene nel Centro Olio Val d’Agri.

Nel documento non sembra emergere una strategia ben precisa sul tema delle acque di strato, che attualmente oltre ad essere re-iniettate vengono trasferite attraverso autobotti in impianti di trattamento presenti sul territorio nazionale.

Più volte ci è stato detto che l’attività di re-iniezione delle acque è fondamentale per una più efficace coltivazione del giacimento. Allora una possibile soluzione, a parere del sottoscritto, potrebbe essere una depurazione delle acque di strato anche nel caso di re-iniezione, una volta che vengano fornite evidenze scientifiche sull’esclusione delle correlazioni con l’attività sismica. Il pretrattamento delle acque da re-iniettare permetterebbe di rimuovere gli idrocarburi e i composti aromatici, idrogeno solforato ed i solidi sospesi.

Questo sistema fornirebbe maggiori garanzie sulla qualità delle acque da re-iniettare, fermo restando che l’eventuale prosieguo dell’attività di re-iniezione dovrà essere consentito solo nel caso in cui al Comune di Montemurro andranno riconosciute eque compensazioni ambientali.

Attualmente in termini di royalties il pozzo di re-iniezione viene equiparato ad un pozzo di estrazione nonostante la sua unicità e strategicità, e tutte le problematiche ad esso connesse.

Nel 2016 il sottoscritto ha inviato una nota al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e a tutti i parlamentari lucani affinché si facessero promotori e sostenessero la modifica della normativa nazionale, che regolamenta le royalties, riconoscendo il giusto compenso economico per l’attività di re-iniezione, senza ricevere alcuna risposta.

Nel febbraio 2019 il sottoscritto ha posto la stessa questione in tema di royalties al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e a tutti i parlamentari lucani, non ricevendo alcuna risposta anche in questo caso.

Sulla base dei dati inviati annualmente nel mese di settembre dalla società ENI spa agli Enti competenti, e quindi anche a questa Amministrazione, dovrebbero essere stati re-iniettati a partire dal 2 giugno 2006 fino al 31 agosto 2018 (ultimi dati al momento disponibili) un quantitativo di circa 7.847.493 m3 di acque di strato. Sulla base di un costo medio di trattamento delle acque di strato pari a circa 60 Euro/m3, in cui si tiene conto anche del costo di trasporto oltre a quello di trattamento, il sottoscritto ha ipotizzato un risparmio da parte della società di circa 470 milioni di Euro (circa 36 milioni di Euro /anno) da quanto è iniziata l’attività di re-iniezione nel pozzo Costa Molina 2 sino al 31 agosto 2018.

Anni Note m3 reiniettati Euro risparmiati da ENI con la re-iniezione Royalties riconosciute al comune di Montemurro % Royaltes incassate/ Risparmi ENI
2006 Dal 2 giugno 126’497 7’589’820 ———  
2007 Intero 409’034 24’542’040 422’055 2%
2008 Intero 582’557 34’953’420 516’107 1%
2009 Intero 608’933 36’535’980 554’923 2%
2010 Intero 748’282 44’896’920 327’020 1%
2011 Intero 770’344 46’220’640 415’028 1%
2012 Intero 895’923 53’755’380 614’842 1%
2013 Intero 858’981 51’538’830 722’455 1%
2014 Intero 777’394 46’643’640 658’506 1%
2015 Intero 792’415 47’544’900 576’029 1%
2016 Sospensioni (1 aprile – 22 agosto) 439’996 26’399’760 353’197 1%
2017 2 sospensioni 368’156 22’089’360 168’109 1%
2018 Fino al 31/8 468’980 28’138’800 273’158 1%
Totali   7’847’492 470’849’490 5’601’430  

Sulla base di questi notevoli risparmi economici da parte della società Eni spa, tenuto conto che questi enormi quantitativi di acque di strato resteranno nel sottosuolo del Comune di Montemurro a lungo, anche dopo la fine delle attività del COVA, a parere del sottoscritto per poter continuare l’attività della re-iniezione a Costa Molina 2, fornite le giuste garanzie sia in termini di qualità delle acque di strato re-iniettate e sia in termini di assenza di connessioni con l’attività sismica, dovranno essere riconosciute eque compensazioni ambientali, legate ad una percentuale del costo evitato della società ENI con la re-iniezione.

Il sottoscritto ritiene quindi che possa ritenersi congruo una compensazione ambientale pari al 20% del costo annuo evitato da ENI spa ipotizzando un costo di trasporto pari a 60 Euro per m3.

Queste compensazioni ambientali andranno utilizzate in primis per l’adeguamento sismico di tutti gli immobili pubblici e privati dell’intero centro abitato, per fronteggiare il dissesto idrogeologico del territorio comunale, per finanziare progetti di sviluppo e di valorizzazione ambientale di un paese sul cui territorio insiste anche il Lago del Pertusillo.

Opportunità lavorative andranno garantite anche per i residenti nel Comune di Montemurro per quanto riguarda le attività petrolifere, tenendo conto del preoccupante calo demografico del paese e l’attuale tasso di disoccupazione.

In assenza di garanzie ambientali e senza il riconoscimento di eque compensazioni ambientali a parere del sottoscritto andrà chiesto ad ENI spa di utilizzare sistemi alternativi di trattamento delle acque di strato e fermare l’attività di re-iniezione a Costa Molina 2 nel Comune di Montemurro.

Si propongono tre possibili soluzioni per il riconoscimento di compensazione ambientali più eque.

In primis si chiede alla Regione Basilicata di condividere e sostenere le suddette richieste dell’Amministrazione Comunale di Montemurro in relazione all’istanza dell’aggiornamento della proroga decennale della concessione Val d’Agri, portando il tema anche al tavolo Stato-Regione ed interessando quindi i Ministeri competenti per modificare la legislazione nazionale.

In alternativa considerate le risorse che la Regione Basilicata incassa dalle attività estrattive, si chiede alla Regione Basilicata di destinare una quota delle royalties al Comune di Montemurro, come compensazione ambientale per la re-iniezione.

Oppure in terza ipotesi si chiede alla Regione Basilicata di promuovere un addendum da sottoscrivere con Eni e il Comune di Montemurro per destinare delle eque compensazioni ambientali a seguito dell’attività di re-iniezione.

Ing. Senatro Di Leo – Sindaco del Comune di Montemurro

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