Il razzismo nel calcio: un caso isolato o un sistema in tilt?

Da interista ho sempre amato i colori che ci identificano, l’erbetta di San Siro, gli anelli del nostro stadio, la Pinetina e tutto ciò che gravita attorno all’universo nerazzurro… Ma devo ammettere che lo scorso mercoledì ho provato un profondo senso di rifiuto e amarezza, disgusto e rassegnazione nei confronti degli stessi colori per cui ho versato lacrime di gioia o di costernazione.

Infatti, durante l’incontro di campionato tra Inter e Napoli, la curva nord si è resa protagonista di uno spettacolo dai connotati osceni e disumani: tant’è che l’omonima tifoseria ha intonato dei cori razzisti indirizzati ai danni del calciatore partenopeo Kalidou Koulibaly, “macchiatosi” della sola colpa di avere una pigmentazione della pelle scura.

Tutto ciò non è accettabile nel 2018, non è accettabile che si debba assistere a queste disgustose manifestazioni  di ignoranza, non è accettabile che vengano ridicolizzati i sani principi di  uno sport in questo modo.

Come se non bastasse a completare uno scenario già di per sé complicato (caratterizzato da cori razzisti e da un’ignoranza dilagante) si aggiungono dei clamorosi fatti di cronaca.

Quest’ultima ci restituisce la triste storia di un supporter del Napoli che prima della partita è stato accoltellato  e l’altrettanto drammatica vicenda che ha portato alla morte un tifoso interista.

L’opinione pubblica, la lega “Serie A” e chi di dovere, deve battersi per non permettere che tutto ciò si possa ripetere, né tantomeno bisogna lasciare che l’amore per la propria squadra possa marcire grazie all’inaccettabile comportamento di persone incivili.

In conclusione, ritengo sia necessaria una manovra correttiva volta a cambiare la mentalità di questi tifosi, partendo dall’insegnamento e dall’integrazione di virtù extra-sportive nelle Scuole calcio, fino ad arrivare ai campi della nostra amata Serie A.

Questa trasformazione di mentalità non deve risultare estranea ad una regione come la nostra. Anzi, è proprio dalle tifoserie lucane, sempre distintesi per la propria correttezza, che devono risorgere valori sportivi ed umani di cui si è perso il ricordo.

                                   Michael Alliegro

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