Il Consigliere Aliandro: “A Paterno Stop alla caccia all’untore”

“E’ bene precisare che la signora di Paterno, sfortunatamente incappata nel Coronavirus, non è un’untrice né può essere additata come tale, in un vergognoso e quanto mai deplorevole gioco di caccia alle streghe.
La signora, lo dico a beneficio degli amanti delle liste di ammalati, non ha contratto il virus dalle sue figlie, né lo ha potuto diffondere, essendo suo malgrado impegnata in una degenza post operatoria. È Più ragionevolmente ipotizzabile che lo abbia contratto nel nosocomio valdagrino, dove purtroppo si sono riscontrati diversi contagi, presso il quale è stata sottoposta ad intervento nei giorni scorsi.

Tanto dovevo a difesa di una donna già provata da una malattia, che come sappiamo con l’avanzare dell’età diventa più insidiosa, ma spero che a questa difficile guerra che siamo chiamati a combattere, non si aggiungano piccole e meschine battaglie tra cittadini, tra comunità di paesi limitrofi e tra amministratori locali.
La guerra si combatte insieme e si sta soprattutto al fianco delle vittime, che sono i malati, sui quali spero ci si chieda come stanno e non come si chiamano e quale punizione infliggergli oltre a quella della sofferenza fisica.

Stiamo uniti in Val d’Agri, mostriamo compattezza e fidiamoci della nostra sanità, rispettando i dettami, rimanendo a casa e attendendo ulteriori misure che spero arrivino presto dal Governo nazionale, che siano ancor più efficaci e coercitive in un momento in cui sembra che nulla freni adeguatamente questa sciagurata epidemia.”

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