I Lucani all’estero vogliono contribuire alla fase di ripresa

“Gli italiani (e i lucani) all’estero vogliono contribuire pienamente alla fase due del Paese rilanciando in particolare la vendita dei prodotti alimentari come stiamo facendo da Bucarest nei mercati dei Paesi Balcanici attraverso la piattaforma di vendite web Marketing Italian food”: lo sostiene, Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia Bucarest.

Nel riferire che “non si è mai interrotta l’attività di assistenza umanitaria ai nostri connazionali all’estero che subiscono come accade in Italia le conseguenze della emergenza sanitaria ed economica” Baldantoni evidenzia che secondo i dati in possesso del Cgie (Consiglio generale degli italiani all’estero) sono già rientrati nel Paese per effetto del Covid-19 oltre 70 mila italiani (circa 700 lucani). Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale oltre a risolvere gli aspetti emergenziali legati ai rientri in patria dei nostri connazionali e all’assistenza dei meno abbienti e dei più fragili, per i quali il governo ha ulteriormente messo a disposizione della rete diplomatico-consolare cinque milioni di euro, raddoppiando la somma prevista dalla finanziaria, è chiamato a programmare in un’ottica prospettica la ripresa dei servizi consolari e della promozione economica e culturale del nostro paese. Non vanno sottaciuti inoltre gli sforzi dei nostri ricercatori, medici – come la dottoressa Vicenza Del Vecchio, 25 anni, originaria di Lagonegro impegnata ad Arad, città del Nord Ovest –  personale paramedico, scienziati, accademici, insegnanti e professionisti impegnati ad alleviare, in Italia e all’estero, le ferite causate dall’epidemia,

Adesso in questa nuova fase di ripartenza – dice Baldantoni – possiamo svolgere un ruolo importante per la diffusione dei beni immateriali e per l’internazionalizzazione economica e commerciale del nostro Paese. Condivido l’appello che segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero Michele Schiavone al Governo Italiano a cogliere l’insperata opportunità di compiere una cesura con il passato e di cambiare il rapporto con le nostre Comunità estere, integrandole attivamente nelle politiche attive del nostro Paese e nell’esposizione internazionale del Sistema Paese. Tutto ciò oltre a promuovere politiche nuove per riequilibrare le differenze morfologiche sociali e per aggredire le cause dell’emigrazione, diventata oramai fonte di impoverimento sociale e economico e favorire il ritorno a casa degli italiani all’estero con politiche mirate e interventi puntuali a sostegno della ripresa”.

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