Politica

I “bevitori designati”. I Lucani sono inferociti. Anzi, no


I Lucani sono Incazzati (perdonate il francesismo). Anzi, no. Certo, sono sì inferociti ma a giorni alterni. O forse sempre. Difficile dirlo. Perchè ci vuole cautela nell’esprimersi su una dimensione che, sebbene conosciuta, produce mille variabili. Una sola cosa è, però, certa. E va bene, abbondiamo pure. Magari due. La prima: molte ricchezze, poca cultura, libero arbitrio. La Seconda: (di gran lunga più apprezzabile) Noi Lucani siamo i “Bevitori Designati” di un paese dove narrazioni diafane di sciacalli che, cambiando colore politico alla stregua di quegli imbecilli che annunciano la fine del mondo ogni sei mesi, eruttano mefitiche fandonie che si rincorrono, di volta in volta, su temi quali benessere, fiducia nel futuro (sigh), infrastrutture, sanità, lavoro.

Così tra uno “shot” di fesserie, una “bottiglia” di impunità, un “boccale” di falsità e un “flute” di pavidità, anneghiamo le nostre poche granitiche certezze e, decadenti e ombrosi, ci addormentiamo rapiti dai fumi che ci avvolgono, sul bancone della dignità. Poi ci mettiamo a blaterare a bassa voce così da disturbare la spumeggiante festicciola che da decenni impazza sulla nostra terra. Ma siamo ubriachi, siamo i bevitori designati, i nostri discorsi contano quanto il “due di briscola”, non abbiamo il fisico del ruolo perchè, banalmente, alzandoci dallo sgabello, finiamo con la faccia sul pavimento tra le risate di scherno degli astanti. Quindi ci rendiamo conto che i nostri sforzi sono ormai tardivi e che non siamo pronti alla battaglia. E allora non ci resta che il Bicchiere della Staffa, nella speranza che l’indomani si riesca a smaltire la “sbornia”.

Mimmo Toscano

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