Da un paio di settimane l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio a bordo di una nave da crociera. Proviamo a capire di più su questa nuova infezione e, soprattutto, perché non ci sarebbero rischi per le attività trasfusionali.
Qualcuno ha pensato potesse trattarsi di un “nuovo Covid” e in effetti le prime notizie uscite sull’argomento, seppur involontariamente, non hanno contribuito a tranquillizzare gli animi, anzi. Tuttavia, la questione dell’Hantavirus potrebbe rivelarsi meno grave del previsto o, quantomeno, assai più gestibile rispetto alla pandemia che ha contraddistinto gli anni passati. Anche per quanto riguarda le attività trasfusionali. Parliamo di forme di virus, già conosciuti dal 1952, che infettano i roditori e, come riporta il sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), “vengono occasionalmente trasmessi all’uomo”.
Tuttavia, sempre stando a quanto diffuso dall’ISS, le infezioni da Hantavirus sono rare a livello globale. La trasmissione di questi virus avviene principalmente attraverso un contatto stretto e prolungato o toccando superfici contaminate.
La trasmissione tra esseri umani ad oggi è documentata molto raramente e solo per il virus Andes, quello segnalato sulla nave da crociera, diffuso in particolare in Argentina e Cile. Per quanto non esista un trattamento antivirale specifico, le azioni di prevenzione prevedono il monitoraggio clinico e la gestione di eventuali complicanze respiratorie, cardiache e renali.
Ma ci sono rischi per i donatori di sangue e plasma e, in particolare, per chi riceve trasfusioni di emocomponenti? «Donatrici e donatori possono stare tranquilli perché non si hanno notizie su una possibile trasmissione del virus attraverso la trasfusione di sangue, quindi anche le terapie trasfusionali non sono in pericolo. Senza dimenticare che, almeno per ora, le prime infezioni sembrerebbero circoscritte tra i passeggeri della nave, tra cui non ci sono nostri connazionali» (dottor Giovanni Garozzo, specialista in Ematologia e consulente sanitario di AVIS Nazionale).
L’ECDC ribadisce che “il serbatoio naturale di Hantavirus non è presente in Europa, quindi non si prevede l’introduzione del virus nella popolazione di roditori, né una potenziale successiva trasmissione dai roditori all’uomo”.
Da un paio di giorni, invece, il Centro Nazionale Sangue ha diramato una circolare dove annuncia le azioni da mettere in campo per la prossima stagione estivo-autunnale in ambito trasfusionale.
Confermate le misure di sorveglianza e prevenzione trasfusionale delle infezioni da West Nile Virus e Usutu per la stagione estivo-autunnale 2026. Lo stabilisce la circolare emanata nei giorni scorsi dal Centro nazionale sangue che richiama l’applicazione delle indicazioni contenute nel Piano nazionale prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025 già dal mese di maggio fino a tutto novembre.
È questo infatti il periodo dell’anno di maggiore attività del vettore ed è quindi importante riuscire a individuare precocemente sia le aree endemiche che le zone del territorio nazionale più a rischio, così da attuare tutte le strategie possibili per prevenire la trasmissione umana. In particolare in tema di donazione di sangue ed emocomponenti.
Il Piano nazionale per la stagione si avvale della sorveglianza su:
uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio; esemplari di uccelli selvatici rinvenuti morti; allevamenti avicoli rurali e all’aperto; insetti vettori (Culex spp.); equidi; uomo.
Sulla base dei riscontri derivanti dalle misure di sorveglianza integrata, la circolare riporta quali sono le linee di intervento per la prevenzione della trasmissione trasfusionale del West Nile Virus. Costituiscono triggers per l’attivazione delle misure:
- il riscontro della prima positività per WNV su pool di zanzare o su esemplare di avifauna;
- il riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi;
- la notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF), ove rilevata dal sistema di sorveglianza umana;
- il riscontro di positività confermata sul donatore di sangue ed emocomponenti a seguito di screening della donazione.
Ciascuno dei trigger indicati nel documento determina l’introduzione del test WNV NAT, su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate dal trigger e, su base nazionale, l’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, lo screening degli stessi con test WNV NAT.
Il 30 maggio p.v., perciò, nel caso decidiate di raggiungerci per una donazione di sangue, dalle ore 07:30 alle ore 11:30, presso il nostro Punto di Raccolta, al Kiris Hotel, segnalate ai nostri medici se, recentemente, avete viaggiato e quali mete avete raggiunto. AVIS MARSICOVETERE, vi aspetta.





