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Gli italiani e internet: le abitudini online nel nostro Paese


Nel corso degli ultimi dodici mesi internet e la rete sono diventate parti integranti della vita quotidiana di milioni di italiani. Cresce il pubblico, aumentano le attività svolte sul web e si ampia la forbice della fascia d’età degli utenti connessi. Ma al di là dei numeri, che restano importanti e di cui parleremo fra pochissimo, cosa fanno gli italiani online? E come sono cambiate le abitudini a cavallo tra il 2020 e il 2021? Proviamo a capirlo.

Iniziamo con i dati assoluti. Attualmente la penetrazione dell’uso quotidiano di internet è pari al 75% dell’intera popolazione italiana. Nel 2019 eravamo fermi al 71%. Una percentuale che allinea finalmente l’Italia alla media europea dopo anni di gap tecnologico e informatico.

E insieme al numero di utenti aumenta il tempo trascorso online. Tra marzo 2020 e marzo 2021 il tempo speso su internet è cresciuto del 3% mentre cresce del 7% il tempo trascorso in rete da dispositivi mobile. Oggi le connessioni da smartphone e tablet rappresentano l’82% dell’intero totale. Lo scorso anno erano ferme al 78%.

In questa situazione di crescita generale alcune categorie hanno registrato incrementi maggiori di altre. Nel corso dell’ultimo anno è aumentato notevolmente il tempo trascorso sulle piattaforme di intrattenimento. Grazie ai migliori bonus casinò e a innovazioni tecnologiche come il live gaming, i siti di gioco hanno collezionato numeri importanti, sia per quanto riguarda il tempo trascorso che per numeri di utenti. Tradotto in cifre significa che i portali di gaming hanno segnato una crescita del 3% con 38,8 milioni di utenti unici (erano 37,7 a marzo 2020), raggiungendo il 97% della popolazione digitale italiana.

Numeri pressoché stabili, invece, per i social network e le piattaforme di messaggeria istantanea. Rispetto allo scorso anno sono cresciuti soltanto dell’1% e restano stabili nella zona alta della classifica con i loro 37 e 34 milioni di utenti unici mensili. A crescere nel comparto dei social network il solo TikTok. Ultimo arrivato in ordine di tempo, ha già superato la quota di 10 milioni di visitatori e con la sua crescita del 59% negli ultimi dodici mesi si piazza al quarto posto tra i più amati nel nostro Paese. Probabile che la sua scalata verso l’alto non si arresti visto il crescente interesse delle aziende per le potenzialità del canale.

Ma la vera notizia è che per la prima volta la categoria retail ha superato quella dei social in termini di audience totale. Attualmente stiamo parlando di un pubblico di oltre 37 milioni di visitatori in un trend guidato in primo luogo dagli appassionati degli eCommerce di arredo per la casa e bricolage (+16%) e di articoli sportivi e per l’outdoor (+21%).

Il fenomeno dell’e-commerce merita uno spazio particolare. I dati che abbiamo appena visto mostrano un generale incremento del fenomeno ma in realtà non si tratta di una crescita omogenea. Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat il 35% del pubblico delle regioni settentrionali ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno con la Lombardia e la Valle d’Aosta al 42% come regioni più attive. Al centro è invece la Toscana la regione più interessata allo shopping online (il 40% del pubblico ha comprato sul web) mentre scendendo verso sud le percentuali diminuiscono. La Sardegna è in linea con la media nazionale al 35,8%. Nelle altre zone la media non supera il 27%.

E al di là delle differenze territoriali, il trend è destinato a crescere ancora per molto tempo. Secondo MakerWatch l’indice di penetrazione dell’e-commerce potrebbe aumentare dal 15% del 2020 al 25% del 2025. Una crescita pronosticata del 67% in 5 anni. Ma soprattutto una crescita che non porterà alla sparizione dei negozi fisici. Anzi potrebbe anche aiutarli. Alcune recenti ricerche di mercato confermano che una strategia impostata sulla multicanalità non fa che aumentare il giro d’affari. Oggi i consumatori cercano diverse strade per raggiungere un negozio: si va dall’e-commerce passando per le notifiche sullo smartphone fino ad arrivare alle newsletter per terminare con il negozio “fisico”. Alle aziende spetterà il compito di rispondere a queste esigenze e di farsi trovare presenti in tutti i canali disponibili.

Tornando alle categorie di contenuto preferite dagli italiani, segnano tassi di crescita positivi i servizi di streaming video e audio e i canali dedicati alla salute. Netflix, Prime Video e l’ultimo arrivato Disney + hanno incrementato il proprio pubblico del 26%. I vari portali di informazioni mediche hanno registrato un numero di visitatori pari a 31,4 milioni. Una crescita dell’1% nell’arco dell’ultimo anno. Stabili, invece, i siti di news. Nel 2020 il loro pubblico era di circa 38,1 milioni di persone. Un anno dopo è salito a 38,2 milioni. Un segnale forte per i media tradizionali. Il bisogno informativo è cresciuto a dismisura in un anno ma la loro audience è rimasta stabile. Un’indicazione del fatto che le persone hanno iniziato a diversificare le loro fonti con tutto ciò che questo può implicare a livello di autorevolezza e veridicità delle notizie.

I contenuti più consumati restano i video. Il 93% del pubblico guarda almeno un video al giorno online. Seguono la musica in streaming (il 61%) e i podcast (25%).

Molto interessante anche l’analisi del tempo trascorso quotidianamente online e i profili demografici degli internauti. Tra marzo 2020 e marzo 2021 gli italiani maggiorenni sono stati connessi per 2 ore e 53 minuti di media al giorno. Stringendo il focus sul solo marzo di quest’anno sono i più giovani (fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni) a passare più tempo su internet con le loro 3 ore e 42 minuti quotidiani. Un tempo nettamente superiore alle 3 ore e 3 minuti dei 25-34enni, alle 2 ore e 56 minuti dei 35-44enni e alle 2 ore e 39 minuti degli over 45.

Tra i più giovani si nota anche una forte polarizzazione anche all’interno delle singole categorie. Il 29% del pubblico compreso tra i 18 e i 24 anni apprezza particolarmente la categoria entertainment. Il 28% predilige i social network mentre il 16% trascorre la maggior parte del tempo sulle app di instant messaging.

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