Musica e musicisti della Basilicata

Gli Accipiter, gruppo Etno-Folk, ritornano con un nuovo singolo ed un nuovo video, girato da Lorenzo Carone, in cui dominano cultura e tempo



Gli Accipiter, un gruppo Etno-folk Lucano che è sulla scena musicale da ormai sei anni, si ripresentano al pubblico con un nuovo lavoro discografico. Il titolo è “sta tarantella mozzcà” che, lo si capisce subito, ci presenta una Tarantella che morde. Credo che il disco abbia la velleità di graffiare, di presentarci tutta la spigliata capacità dei “tarantati” Lucani nel dimenarsi al suono di Tarantella, quel ritmo che accompagna il ballo popolare-contadino Lucano. Gli Accipiter oggi presentano il loro disco con l’uscita del video che lo accompagna.

Il video viene ideato e realizzato da Lorenzo Carone, videomaker che incomincia ad essere ormai sempre più noto nel panorama artistico musicale, con l’aiuto di Angelo De Luca.

Il lavoro artistico ci vuole restituire una riflessione sui nostri tempi parlando proprio attraverso il tempo, inteso come strumento di misura del divenire dei giorni. E’ il tempo a scandire lo scorrere del video; colpisce vedere la macchina per scrivere, Olivetti Lettera 22 quasi a voler omaggiare Adriano Olivetti con i suoi studi e le sue attenzioni per Matera e la Basilicata. Si incomincia a non avere dubbi sulle capacità professionali di sintetizzare in pochi minuti di filmato i pensieri di un gruppo che si presenta al suo pubblico con sempre più impegno; e Lorenzo Carone, che già più volte lo abbiamo visto costruire la parte videomusicale di Mirko Gisonte, riesce a tirare fuori tutto l’impegno e la valenza di un disco che denota la professionalità di musicisti che crescono a vista d’occhio.


Un disco che ci vuole far pensare ai nostri tempi ed al nostro tempo, ed a quello scandire delle giornate che dicevo sopra. L’orologio, una vecchia caccavella da taschino nelle mani di un elegantissimo signore che sbircia il mondo da una finestra palesemente antica; guarda un mondo che vorrebbe narrare con uno strumento che pur essendo la base della scrittura moderna è anch’esso anacronistico; guarda lui. Guarda un mondo fatto di anime perse chinate su uno smartphone o intorno ad un tavolo di un aperitivo, che “sfarza” anche quando non c’è niente di cui potersi vantare di ostentare; in un avanzare lento di chi assomiglia alla misura inesorabile del secondo, di quell’unità di misura del tempo come siamo soliti vedere nei quadranti degli orologi, siano essi incastonati di diamanti, a taschino o caccavelle a pendolo. Narrano di un tempo che non ci deve fare schiavi, e la didascalia dell’incipit suona come un avviso e come un consiglio. E ci riesce il video a dirci quando sarà bello tutto il lavoro degli Accipiter. Perché questo video ci restituisce un mondo che ha degli scomparti a tenuta stagna fatto di micromondi diversi, annichiliti e disincantati nei vizi di una pseudo modernità di cui nemmeno la Basilicata è rimasta immune. Comparti di persone che non si parlano tra loro come se ogni vicenda sia da svolgere all’interno di confini sociali etichettati dai moderni usi e costumi. Impiegati indomiti o giovani persi nell’underground delle deviazioni più terrificanti, così come anime ai lati di un tavolo che scandiscono il tempo con l’incedere lento ed inesorabile come il ticchettio di un vecchio orologio meccanico.

Questo disco si presenta come un consiglio per le generazioni future, ma anche come speranza per chi ha una radice ben salda nella terra di Basilicata. Ed è appunto la musica, impersonata da giovani semplici ed operativi che, come in uno scatto di dignità, sollevano di peso quanti si sono sprofondati in uno scandire del tempo che li sta spegnendo lentamente. Sentiremo ancora parlare di questo gruppo Folk, ne sono certo.

La Basilicata ha talenti e location di tutto rispetto; basta guardare con quanta passione più di cinquanta comparse hanno dato il loro contributo al video girato in un Palazzo Storico bellissimo di San Mauro Forte; e questa regione ne ha tante di bellezze architettoniche che speriamo tutti siano rivalutate per riportarle ai fasti di un tempo. E se la musica, in questo lavoro degli Accipiter, è il segno di una ripresa dei valori solidi, allora ce da ben sperare.

Gianfranco Massaro – Agos

Li abbiamo intervistati questa estate al Festival “La Montagna Grande incontra i suoni del Sud Italia”, proposto e organizzato dagli Amarimai con il patrocinio del Comune di Viggiano

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