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Giunti alla fine(?) con il 5° volume dei gialli, non tanto gialli ma gialli, di Giampiero D’ecclesiis [il maresciallo Filiberto Nunziogallo].


  1. 1 – Lo specchio del demonio.

Mi sono dedicato alla prima storia del maresciallo Nunziogallo & C. Ma come m’è piaciuto. Come m’è piaciuto vedere i vicoli della mia città capoluogo che, pur ferita da una classe che vuole mantenere rendite di posizione con la forza, nutrendo i suoi svaghi con vizi estremi, resta sempre la città che ci ospita, che ci accoglie, che ci fa penare, che ci fa gioire, che, pur non essendo stata capitale di alcunché, resta il centro della Basilicata.  Aspetto con ansia le altre indagini di Filiberto Nunziogallo.

Settembre 2022

 

 2– L’enigma della campana / Il corvo e la faina

Letto tutto d’un fiato il volume 2^ di Nunziogallo. Ho riso e sorriso, ma ho anche pianto per la tristezza di sapere che alcuni spunti vengono, ahinoi, da quel sottile eppur resistente velo di provincialismo. Ne dicevo parlando del primo episodio.

Questo volume, composto da due episodi, fiction a parte, mi riporta al mantra della città dei notabili, della classe che vuole dominare, degli intrighi e degli intrecci, delle storie indicibili ma che tutti sanno, dei trucchi e dei parrucchi(oni) che consumano atti ed oscenità di cui si dice ma di cui non si è mai certi, come il Maresciallo “ha a dire al suo fidato brigadiere”. La voglio mettere con il linguaggio dei social, così per dare leggerezza, ma per sperare che ognuno di quei parrucconi abbia a ravvedersi ed a far si che Potenza non sia più la Buropoli della tresca, dei notabili che tutto possono permettersi etc. etc. . Ecco, dunque cosa ho trovato sul social più noto: “sono responsabile di ciò che scrivo (posto) ma non delle code di paglia di chi legge”.

Per dire quanto mi è piaciuto leggere fin qui i racconti, spero che tutti facciano ammenda, nel leggere le storie di Nunziogallo – che seppur inventate, sono sempre inventate dal vero –, per guardarsi allo specchio e, se riconoscendosi in atteggiamenti che non fanno onore ad una “grande” città, smettano di praticare il raggiro, il “lei non sa chi sono io” o la prevaricazione da rendita di posizione, tornando ad essere signori d’animo e di cospetto.

Novembre 2022

3 –  Il canto della sirena/Il ponte e la bambina

Leggo il primo episodio del terzo volume delle avventure del maresciallo Filiberto Nunziongallo e subito mi risalta all’occhio l’operazione “sprovincializzazione” delle storie. Finisco e mi avventuro nella storia della povera Agnese e della pancia della balena (Ponte Musumeci), ma la mente mi rimanda a ciò che rappresentava la caserma Militare per la Città di Potenza, alla vita dei militari per le vie della Città. Una filiera di notabilato militare che rendeva la Città viva; sommandosi alle già tante autorità e persone in vista che animavano la mondanità Provinciale. E qui mi sale la nostalgia di una città più viva, più importante, più piena di tante attività che sono sparite a seguito di un processo di smobilitazione che ci ha solo penalizzati. Ma quant’era bello il giorno del giuramento delle reclute, quant’era bello vedere i militari che passeggiavano nella villa di Santa Maria e quant’erano belle finanche le scazzottate tra giovani Potentini e Reclute. Una storia macabra che purtuttavia non dimentica di farci rivivere un passato che alimenta la nostalgia di una bella città di provincia.

Quanto ad Agnese, che dire; è la storia del background o backstage della nostra Città capoluogo, che nella sua tetra evoluzione ci riporta ad una città che ha, nella sostanza, valori forti e solidi che, pur se con un attimino di ritardo per evitare la brutta fine di Agnese, riescono a far prevalere i buoni sentimenti. E poi, consentitemelo: << Cadde veloce, la seguirono a volo quattro lacrime come la coda di una cometa destinata a non brillare più>> è da” Oscar” della letteratura.

Febbraio 2023

4 – Il fantasma di alberada/ Morte in cattedrale

È uscito il quarto volume, con due episodi, delle indagini del maresciallo Filiberto Nunziogallo. Già avevamo sperimentato l’uscita del maresciallo fuori dalle “cuntane” Potentine, quando si è spinto in zona Rifreddo nella vecchia cittadella militare. Questa volta, però, la storia è intrisa di “storia”, quella vera, quella che rende onore ad un territorio che un dì era luogo importante, dove si costruiva la storia, appunto. Ma ciò che mi preme è evidenziare ancora una volta come il “noire” non si alimenta da lande con una specificità delinquenziale. Il delitto è l’estrema ratio di vite normali che animano i luoghi, i salotti e le stanze del pensiero e del comando. Il delitto è un neo che nella sua tetra rivelazione ci mostra l’aspetto sano del territorio. Nunziogallo/D’Ecclesiis ci porta per mano in luoghi carichi di valore e di bellezza incomparabili. D’Ecclesiis mette i panni del geografo di un tempo che con la retorica del racconto offriva la fotografia di un luogo. Si scoprono luoghi belli dove il delitto resta un fatto eccezionale che conferma l’integrità di un territorio che vive pure di nobili viziati, massoni assetati di potere ed una borghesia sgomitante, ma nei limiti di ciò che resta, ancorché deprecabile, al di qua della soglia dell’accettabilità.

Aprile 2023

 

5 – Morte in parete/Dolci sussurri/L’orto del mistero

Il V volume delle storie del Maresciallo Nunziogallo è composto da tre episodi. La tecnica è la stessa, ma questa volta ci porta in un altro luogo fantastico della Regione. Ci racconta il vero con la bravura di chi sa maneggiare la fantasia dentro una cornice professionale e di passione per i lughi. Maratea diventa scenario di intrighi professionali fuori dal comune ma che, a pensarci bene, talvolta e per argomenti meno pericolosi, spesso accadono veramente dentro il mare di sangue che vede orde di intellettuali sgomitare per emergere professionalmente. Dentro c’è anche una parte dedicata alle “fascinazioni” popolari di storie veramente fantastiche, della morte che gira la notte del 31 ottobre (in americanese sarebbe la notte di Halloween) e che mangia i giovani che vengono attirati dal suo sussurro: Se vieni ti bacio, mi piaci, ho fame, uomo. E poi una storia che nel suo essere inventata descrive rapporti d’amicizia veri, intrisi di scanzonate prese in giro tra chi sa ancora praticare l’arte sana dell’amicizia, con dialoghi in dialetto Potentino che lasciano sorridere se non fosse che poi, la realtà ci porta a fare i conti con il biennio più triste per mondo, in questo primo ventennio del XXI secolo, che ha strappato via affetti ed amicizie.

Luglio 2023

Ho preferito recensire la cinquina dei racconti “gialli” di Giampiero D’Ecclesiis, partendo dalle considerazioni a caldo che può fare un lettore appena finito di leggere il volumetto.

Le storie che ci riporta Giampiero D’Ecclesiis non solo, paradossalmente, ci raccontano di un territorio, con baricentro la città capoluogo, ancora sano, perché i delitti entrano in scena con la straordinarietà tipica di un qualcosa di avulso dalla “consuetudine”. Protagonista, con la scusa delle indagini, diventa la città, la regione, la landa che di volta in volta fa da scenario e location alle disavventure cui Nunziogallo deve porre rimedio inanellando i fatti secondo la cronologia corretta e portare soluzione ad indagini per le quali le forze dell’ordine sono chiamate a svolgere il loro compito. Quindi non troverete racconti di terre di fuochi, né di mafie o criminali organizzati, ma storie che nella loro semplicità e straordinarietà segnano la bellezza dei luoghi ed addirittura ne valorizzano gli aspetti tanto importanti e, purtroppo, tanto sconosciuti.

Leggetele le storie del maresciallo Nunziogallo, sono brevi ed intense; e pur rischiando di essere tacciato come propagandista, voglio assicurarvi che farete il miglior acquisto per potervi rilassare mentre godrete del meritato riposo estivo, dopo un anno di lavoro.

Gianfranco Massaro – Agos

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