#GazzettaGrandiEventi – Intervista esclusiva a Fernando Blasi “Nandu Popu” dei Sud Sound System

Venerdì 22 Maggio, ore 18, #FacebookLive

C’hanno fatto ballare, cantare, ma anche riflettere.

La voce del Salento, la Voce del Sud.

Questi sono, da trent’anni, i Sud Sound System.

Venerdì 22 Maggio, alle ore 18, in diretta sulla pagina Facebook de “La Gazzetta della Val D’Agri”, avremo la possibilità di intervistare in esclusiva Fernando Blasi “Nando Popu”, una delle voci storiche del gruppo salentino.

Un dialogo a tutto campo: musica, cinema, sud e futuro.

Vi racconteremo la versatilità di un artista che non si è mai fermato.

Indagheremo, inoltre, il rapporto (da scoprire) di Nandu con la Basilicata e le sue bellezze.

#SaveTheDate – 22/05/2020 ore 18.

#FacebookLive on “La Gazzetta della Val D’Agri”

 

Chi è Fernando Blasi

Fernando Blasi, in arte Nando Popu, nasce a Campi Salentina (Le) il 20 maggio del 1969.
Fin da ragazzo coltiva la passione per la musica anche quando, in una particolare fase adolescenziale, vede il suo futuro come pescatore o marinaio perché profondamente legato al mare.
Tra il 1985 e il 1987 comincia la sua esperienza con il blues grazie alla collaborazione con una band del suo stesso paese natio per la quale collabora, canta e scrive canzoni in dialetto, ancora oggi caratteristica peculiare del suo lavoro. I ragazzi si incontrano ogni sera nella Tavernetta (attuale studio di registrazione di Adriatic Sound, il gruppo di Papa Leu e Rankin Lele) e qui si dilettano a eseguire cover dei Blues Brothers, di J. Lee Hooker, Muddy Waters e Pino Daniele)
Nel 1987 scopre il reggae grazie a Don Rico che insieme a lui frequenta la stessa scuola superiore (ITIS E. Fermi di Lecce). I due si incontrano nel bagno della scuola per fumare di nascosto e Don Rico invita Nandu ad una dance hall che si sarebbe tenuta proprio in quel week end.
“Don Rico – ci confida il cantante – mi invitò a partecipare e cantare alle dance hall che allora si svolgevano nelle campagne vicino Lecce e già dalla prima volta, rimasi affascinato dai suoni e dal ritmo di questo genere musicale al quale decisi , in quel momento stesso, di dedicare il mio interesse”.
La scelta di cantare in dialetto appare fin da subito un gesto istintivo, dettato dalla necessità di instaurare un legame intimo e familiare con chi partecipa alle feste organizzate da loro. Solo successivamente, così come confermato dall’artista, il dialetto si è trasformato in un momento di studio e recupero della tradizione e della storia salentina e che ha permesso, a loro come ai loro numerosi fans di comprendere e divulgare i contenuti di una cultura fortemente radicata nel territorio: la Taranta.
“La musica è tutto ciò che le parole non riescono a spiegare – afferma il cantante – è il limite oltre il quale la ragione deve spingersi per comprendere significati profondi e inesplorati”.
Nel 1990 si diploma come perito informatico, ma neanche il tempo di tirare il fiato che a dicembre parte a Barletta per espletare “l’odiato servizio militare” durante il quale scriverà due brani molto importanti per la sua carriera: All’Infiernu” e “Lassu Tuttu”. L’anno del servizio militare sarà un anno sofferto perché proprio durante il 1991 le dance hall stanno catalizzando l’attenzione dei media e si inizia a parlare di reggae salentino ovunque. E’ l’anno della Pantera, il movimento studentesco che scende nelle piazze per riaffermare il diritto allo studio, mentre nei centri sociali irrompe il dj style, il nuovo stile che permette a rapper e toaster di cantare sulle basi musicali.
Nel giugno del 1991 nasce il Sud Sound System ed esce il primo 12 pollici “Fuecu/T’a sciuta bona” (Century Vox). L’impatto con il mondo musicale italiano è notevole; Il disco, come pochi altri allora, dice qualcosa di nuovo e conferisce una certa freschezza ai ritmi con trovate musicali originali e d’impatto. È un grande successo. La genuinità dell’album regala al gruppo le prime apparizioni in trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali.
Con gli anni arrivano nuovi brani e nuovi dischi e cominciano una lunga serie di esibizioni con esponenti del panorama internazionale musicale legato al genere raggamuffin. Partono i tour in Europa (Francia, Germania, Svizzera e Inghilterra) e nel 1992 insieme ai Lion Horse Posse a Bilbao, il gruppo canta per la prima volta in dialetto di fronte ad un pubblico straniero. Nel 1993 sempre insieme ai Lion Horse Posse e il cantante Neffa spopolano in Germania durante il tour che tocca in diverse date l’intero Stato.
Nel 1993 finalmente esce la prima opera di Nandu Popu, il 12” All’Infiernu/Mamma li Turchi (Century Vox), due brani in cui inizia a trasparire la vena poetica del cantante che nei testi mischia rabbia, ironia e incitamento alla riappropriazione dei propri diritti.
Il successo comincia a farsi sentire e sulla scia del loro sound nascono e si diffondono nuovi gruppi musicali e singoli cantanti legati al genere. La situazione e l’impatto positivo ricevuto, spinge i Sud Sound System a creare una loro etichetta che nel 1994 permetterà di autoprodurre Salento Showcase 94 dove Nandu scriverà un brano il cui stile si distaccherà nettamente dai precedenti “La vita è misteriosa”.
In questi anni Nandu lavora anche come grafico in uno presso STUDIO G e proprio presso questo studio verranno prodotte le locandine di dance hall e concerti, e le copertine di numerosi album dei Sud Sound System e di Salento Showcase.
L’interesse per il Sud Sound System cresce e non resta circoscritto all’ambito musicale. Il regista Renato De Maria infatti, produce un cortometraggio andato in onda per Rai 3 e il regista Gianluca Sgalambro realizza per Rai 2 un video trasmesso per la serie “Effetto 8′′. A rafforzare la popolarità del S.S.S., è il connubio tra la musica e la pizzica tarantata, intesa come momento rituale catartico, creatore di stati modificati di coscienza, che diventa ben presto oggetto di analisi e dibattiti organizzati nelle università italiane dai sociologi George Lapassade e Piero Fumarola.
L’album ancora una volta ha un impatto notevole e porta a radicalizzare e diffondere ancor di più il movimento raggamuffin in Puglia e in tutto il territorio nazionale. Tra il 1995 e i primi mesi del ’96 il gruppo è assorbito dall’intensa produzione dell’album “COMU NA PETRA”, che richiede la collaborazione di famosi tamburellisti salentini, con i quali vengono gettate le basi per un genere nuovo e originale. Questo lavoro esce nelle edicole con il giornale “Il Manifesto”; segno che le cose sono cambiate è il fatto che per la prima volta in collaborazione con CNI Compagnia Nuove Indye, la testata giornalistica appare nei negozi di dischi con un doppio CD, “COMU NA PETRA” appunto.
Negli anni il gruppo cresce e al bagaglio delle esperienze musicali e professionali se ne aggiungono tante altre e di grande spessore, che ampliano il pacchetto con generi e commistioni nuove ed emozionanti. Impegnati attivamente nel sociale, in particolare nella promozione del concetto di ecosostenibilità e nella lotta all’inquinamento, il gruppo riceve consensi da diversi fronti, privati e pubblici.
Nel 1999 i Sud Sound System vengono coinvolti nel film “Liberate i Pesci” di Cristina Comencini, dove hanno la possibilità di recitare la parte di se stessi insieme ad attori del calibro di Laura Morante, Michele Placido, Lunetta Savino, Enrico Solfrizzi e Francesco Paolantoni.
Ben presto arrivano collaborazioni importanti e riconoscimenti internazionali, si sviluppano relazioni e progetti che portano la band ad affermarsi in Italia e in Europa, come una delle più conosciute nel panorama di riferimento. Dal 2003 al 2005 il ritmo musicale della scena italiano, diventa salentino e spopolano in radio le canzoni “Le radici ca tieni”,“Sciamu a ballare” e tante altre che li consacra ad un pubblico molto più ampio e non necessariamente legato al loro genere musicale.
Inaugurare la nascita della propria società discografica e di edizioni musicali, SALENTO SOUND SYSTEM, con l’uscita dell’album di Gopher (ex cantante e batterista del gruppo), che vede la collaborazione dei cantanti del SSS e di numerosi protagonisti della scena hip hop italiana. Il lavoro è stato completamente registrato nel loro studio.
A maggio 2008 arriva nei negozi il nuovo album dei Sud Sound System, DAMMENE ANCORA, il loro settimo album di studio, impreziosito dalle collaborazioni di Jah Mason, Kiprich, Esco, Morgan Heritage, Neffa, Laza,
Bling Dawg, Daddy Freddy. Il primo singolo estratto dall’album è il brano “Chiedersi come mai”, che contiene il featuring di Neffa.
Nello stesso anno, durante il periodo estivo i Sud Sound System realizzano assieme ad Universal Music e Radio Deejay il brano ‘Danne Culure’ il cui ricavato viene devoluto alla LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori) per la quale la band sta svolgendo un operato encomiabile con l’obiettivo della salvaguardia ambientale in Puglia e la costruzione di un centro oncologico a Lecce.
La professionalità e la bravura del gruppo sono ormai riconosciute, tanto che in quest’ultimo anno, artisti del calibro di Ludovico Einaudi (con la canzone Beddrha carusa), il dj internazionale Riva Starr (con Orizzonti) e tanti altri, chiedono loro di firmare co-produzioni e sviluppare idee, sottolineando al mondo della musica le capacità e l’originalità dei Sud Sound System.
Fernando Blasi attualmente impegnato con il tour mondiale e nella produzione di nuovi brani, è l’autore del libro “Salento Fuoco e Fumo”, edito per Laterza Editori. Come già anticipato, è un esponente attivo e promotore della risoluzione dei vari problemi ambientali e sociali che colpiscono il mondo, e in particolare la sua terra: la Puglia.
Dalla militanza per l’ambiente e la salute pubblica nascono brani come “Casa mia” diventato inno di tutte le campagne ambientaliste del Sud.
“Questo lavoro – afferma Nando Popu- nasce dalla necessità di voler tramandare l’abitudine e la tenacia di alcuni salentini dediti alla militanza eco ambientale”.
Queste persone rappresentano per l’autore l’anello di unione tra l’antico rispetto della natura e la nuova necessità di riappropriarsi di spazi sani, dove la salute pubblica è l’obiettivo indiscusso di tutti. Rappresenta il racconto di un’epoca, di una generazione che finalmente si sveglia e invece di indossare gli abiti da lavoro dei genitori, imbrattati di veleni, decidere di combattere il potere e i padroni. Nasce inoltre dall’esigenza di denunciare, in modo plateale, quello che è ormai sotto gli occhi di tutti a e cui ci si è comodamente abituati. “Per me la terra è tutto. Su di essa cammino, pedalo, mangio, bevo…vivo. Ciò che scrivo è soprattutto un gesto d’amore nei suoi confronti.” Con queste parole è opportuno descrivere la principale motivazione che ha spinto l’autore a farsi carico di un problema sociale così diffuso e cercare una soluzione, se pure immaginaria, per risolverlo. Il libro descrive di luoghi, di personaggi, situazioni e storie, ne analizza i vizi e le virtù. Il suo è un libro che parla di coraggio: il coraggio di cambiare, di essere migliori e di combattere contro i mali del modo e della nostra stessa anima.
In questi giorni l’artista è alle prese con il nuovo album Sud Sound System, con la scrittura di un nuovo romanzo e con due produzioni musicali da solista.

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