Il Governo stanzia di 85 milioni di euro, sull’investimento si aprono critiche per gli interventi previsti, l’obiettivo principale è quello di ridurre i tempi di percorrenza della viabilità interna della Regione, ma dopo tanti anni potrebbe diventare un’occasione mancata per la Basilicata.
L’indizione della conferenza dei servizi per l’ammodernamento della SS 92 ha suscitato entusiasmo politico e istituzionale, ma secondo quanto riportato da una giovane ingegnere, Ilenia Magaldi, già consigliere comunale, residente in uno dei Comuni maggiormente interessati, Corleto Perticara, si tratta di un investimento inutile e un’occasione mancata per la Basilicata.
Il progetto prevede l’adeguamento di due tratti specifici della SS 92, con lavori di rettifica di curve, consolidamento di banchine, realizzazione di un viadotto e di una variante in galleria in corrispondenza della frana di Laurenzana. Tuttavia, secondo Magaldi, questo intervento non comporterà alcun beneficio sostanziale né sui tempi di percorrenza, né sull’accessibilità complessiva tra Corleto Perticara e Potenza.
Le criticità dell’intervento riguardano principalmente:
– Il traffico pesante legato al trasporto merci che continuerà a preferire l’arteria della Val d’Agri e la Tito-Brienza, più dirette e funzionali per i collegamenti logistici.
– La strada rappresenta anche un’attrazione turistica per motociclisti e cicloturisti, ma durante la fase dei lavori, i cittadini dell’entroterra lucano e di Corleto Perticara saranno costretti a utilizzare la Tito-Brienza, che è priva di adeguati standard di sicurezza.
– L’intervento sulla SS 92 non affronta i nodi strutturali della mobilità lucana e non produce alcun impatto tangibile sullo sviluppo regionale.
Potrebbe però esserci alternative più efficaci, quali:
– Riprendere il progetto Lauria-Candela, che prevedeva una strada di categoria B, con due carreggiate a due corsie ciascuna, lunga circa 171 chilometri.
– Completare il tracciato della Saurina, mai portato a termine.
Secondo quanto riportato dall’Ing. Magaldi:
“Il progetto non prevede la costruzione di una nuova arteria, ma l’adeguamento di due tratti specifici della SS 92, con lavori di rettifica di curve,
consolidamento di banchine, realizzazione di un viadotto e di una variante in galleria in corrispondenza della frana di Laurenzana. Si tratta, dunque, di un intervento che, pur migliorando marginalmente la sicurezza, non comporterà alcun beneficio sostanziale né sui tempi di percorrenza, né sull’accessibilità complessiva tra Corleto Perticara e Potenza, che restano comunque elevati. Inoltre, il traffico pesante legato al trasporto merci continuerà a preferire l’arteria della Val d’Agri e la Tito-Brienza, più dirette e funzionali per i collegamenti logistici, rendendo l’intervento sulla SS 92 ancora meno incisivo sotto il profilo economico e strategico. Alla luce di ciò, l’ammodernamento della SS 92 appare non solo inutile, ma potenzialmente controproducente per il territorio.”
Dunque si pone una riflessione se gli 85 milioni di euro stanziati possano contribuire ad un vero punto di svolta se destinati a un’infrastruttura capace di “unire” non solo di sistemare. È necessario evitare che la storia si ripeta e che gli interventi puntuali, se non inseriti in una strategia infrastrutturale di ampio respiro, rischiano di diventare spese senza ritorno.
Carmen De Rosa




