FEDERANISAP sulle liste d’attesa: “un finanziamento straordinario per erogare più prestazioni”

I provvedimenti assunti dall’attuale Governo sulla Sanità Pubblica, pur avendo avuto qualche modesto effetto, non hanno contribuito minimamente a diminuire le liste di attesa le quali, anzi, continuano ad aumentare, anche se in misura minore, mentre resta invariato il numero di pazienti che si pagano di tasca propria le prestazioni e quelli che rinunciano ad effettuare le prestazioni che gli sono state prescritte. E’ questa la posizione di FederAnisap (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Private) che in una nota del presidente nazionale  Mauro Potestio ribadisce che per ridurre le liste d’attesa, che, lo ricordiamo, si sono formate in questi ultimi anni in quanto la domanda di prestazioni aumentava costantemente e quando, purtroppo, l’offerta non poteva aumentare per il blocco dei finanziamenti, l’unica possibilità sta in un finanziamento straordinario, limitato nel tempo, che consenta da subito di erogare un numero di prestazioni maggiori, soprattutto per quelle prestazioni che hanno tempi di attesa più lunghi.

Noi, Strutture di Specialistica Ambulatoriale, siamo sempre disponibili ad effettuare le prestazioni che ci verranno richiesto. Antonio Flovilla (vice presidente nazionale FederAnisap) aggiunge: “il punto debole da superare anche in Basilicata consiste nel recepimento del Piano nazionale di abbattimento delle liste di attesa che si risolve in un semplice copia e incolla dello strumento nazionale senza calarlo nella nostra realtà. Le nostre proposte di sopperire alla grave difficoltà nel pubblico in settori delicati, come la diabetologia, la cardiologia, sono vanificate. Manca un’intesa di sistema pubblico-privato”. E il presidente di Anisap Roberto Cicchetti paventa il rischio che in questo nuovo anno si possano determinare liste di attesa anche nei Centri di analisi. “Il fabbisogno complessivo dei nostri Centri per soddisfare le richieste – ha detto – ammonta a 8,8 milioni di euro contro una disponibilità di 6,2 milioni. Questo significa che al massimo a luglio finiremo i budget assegnati e dovremo chiedere ai pazienti il  pagamento”. 

 Quanto al decreto del Ministro della Salute con le prime misure per l’applicazione della norma contenuta in legge di Bilancio che introduce (con un finanziamento di 235 mln) la possibilità per i medici di famiglia e pediatri di dotarsi di apparecchiature di diagnostica di primo livello, FederAnisap ritiene che non si possa demandare alle singole Regioni la scelta di quali apparecchiature e conseguentemente di quali esami diagnostici possano essere effettuati dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di libera scelta” anche perché tutto ciò potrebbe produrre difformità da Regione e Regione “creando, di fatto, una situazione assurda”.

Inoltre la Federazione rileva come “il Decreto recita che le prestazioni possono essere erogate “prevedendo anche l’utilizzo di strumenti di telemedicina, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Abbiamo difficoltà a capire come si possa attuare questa forma senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.

E ancora: “Vorremmo inoltre far presente che la telemedicina può essere di aiuto negli Studi dei Medici di Medicina generale e Pediatri ma per esami che non richiedano l’esecuzione direttamente dal medico che poi referta l’esame (esempio più eclatante è l’ecografia)”.

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