Società e Cultura

Federalberghi-Confcommercio: “patentino” vaccinazione covid salverebbe stagione turistica


Le misure messe in campo finora, sia quelle trasversali sia quelle più specifiche per il settore turistico, hanno evitato la desertificazione. Bisogna però riproporle per il primo semestre del 2021. Inoltre, è fondamentale cogliere l’occasione di questa tragedia per rimettere il turismo al centro della ripresa e della riprogettazione del Paese. Se pensiamo che 100 euro spesi nel turismo ne generano altri 86 spesi in altri settori, è facile capire che la sua trasversalità può essere un volano di ripresa per l’intero sistema Paese. Purtroppo ci sembra che questo concetto non sia stato ancora sufficientemente focalizzato”.

E’ questa la posizione di Confturismo-Confcommercio che segue con grande attenzione l’attività del tavolo coordinato dall’amministratore dell’Apt Nicoletti, su delega dell’assessore alle Attività Produttive Cupparo, in fase di ultimazione del suo lavoro per la predisposizione di un documento programmatico.

Per Michele Tropiano Federalberghi-Confcommercio “è indispensabile fare sintesi tra tutti i Consorzi turistici e le sigle degli operatori lucani con un piano di azioni concrete ed efficaci”. E aggiunge: “quanto al “patentino” per viaggiare che potrebbe essere rilasciato a chi abbia effettuato il vaccino, bisognerebbe seguire l’esempio di quelle compagnie aeree extra Ue che hanno previsto l’obbligo del vaccino per prenotare un viaggio. Dopo “Basilicata vacanza free” dell’estate scorsa che ha dato buoni risultati, iniziative come questa sono importanti e sarebbero un ottimo aiuto per il settore del turismo, adesso che si inverte la tendenza”.

Confturismo Confcommercio segnala che  nell’attuale situazione di emergenza sicuramente pochissimi italiani hanno fatto progetti di vacanze, ma con il nuovo anno cominciano ad affiorare le prime timidissime idee sulle ferie. L’indice calcolato da Swg per Confturismo Confcommercio, dopo il record negativo di novembre, recupera 9 punti e si attesta a 48 (su scala da 0 a 100).
Ma si tratta di una media fra due scenari ben distinti: il primo è quello a breve scadenza, entro fine febbraio, con 1 intervistato su 4 che prevede di concedersi una pausa di massimo 3 giorni in Italia. Tuttavia, fra questi, il 72% non ha ancora scelto la meta né tanto meno prenotato e la stragrande maggioranza delle preferenze si indirizza verso seconde case di proprietà o di amici.

Il secondo è quello delle previsioni a più lunga scadenza: gli italiani sembrano puntare a una vacanza di 3-7 giorni tra giugno e luglio, nel 28% dei casi, e di oltre 7 giorni tra luglio e settembre, per uno su due. Questo naturalmente a patto che l’epidemia torni davvero sotto controllo.

Nel complesso, sono sempre le località di mare ad attrarre di più, soprattutto per una vacanza di maggiore durata, mentre per quelle più brevi le città d’arte scelte dal 17% degli intervistati, tornano finalmente a competere con la montagna.

“Dobbiamo farci trovare preparati per il ritorno dei clienti in albergo”: conclude Tropiano insistendo sul “patentino”.

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