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Esposto denuncia sui cavalcavia della 585: “Mostrano crepe”

La struttura in cemento è visibilmente consumata, tanto da mostrare l’anima in acciaio e, secondo Giuseppe Noia, autore di un esposto – denuncia, i cavalcavia sul tratto della strada statale “585”, tra Lagonegro e Rivello, “sono pericolosi e non promettono nulla di buono”. Già da tempo Noia ha sollevato la questione. Nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha scritto un dettagliato esposto in cui le condizioni dei cavalcavia (tre, in particolare, che si trovano ai km 20 e 800, 21 e 200 e 24 e 015) vengono segnalate con tanto di documentazione fotografica. Tra i destinatari dell’esposto ci sono Anas e ministro dei Trasporti.  “Per noi  – spiega Giuseppe Noia – quella strada ha un’importanza fondamentale, dato che collega i centri abitati della valle del Noce ed è ovviamente molto frequentata, soprattutto in questo periodo, perché conduce a Maratea e alle altre località di villeggiatura dell’Alto Tirreno Cosentino. Con le recenti notizie di crolli di ponti e cavalcavia in varie parti d’Italia l’attenzione su questi temi dovrebbe essere particolarmente alta, eppure al momento non sappiamo nulla”.  Tre viadotti che in Italia si sono improvvisamente spezzati in sei mesi, ed è partita la paura crollo. Soprattutto dopo i casi di Camerano, in provincia di Ancona, quando un cavalcavia della A14 è crollato provocando due vittime, e di Fossano, in provincia di Cuneo, quando il ponte della tangenziale è caduto su una macchina dei carabinieri.

La gente è preoccupata e percorre con una certa apprensione i tratti sospesi nel vuoto. Anche per questo su Facebook girano appelli e foto che ottengono decine di migliaia di condivisioni e che documentano inquietanti pezzi di ponti e viadotti mal conservati. Come quelli sulla 585: le foto che Noia ha allegato all’esposto sono eloquenti. A complicare il tutto il fatto che non si sa di chi siano con certezza, tant’è che sono stati soprannominati “i cavalcavia di nessuno”.   “Ad una mia precedente richiesta di interventi sulla 585 per una svolta a sinistra – spiega Noia – l’Anas aveva già risposto che i cavalcavia non erano di sua competenza. Risposta analoga ebbi dalla Provincia e dal Comune. In questa situazione di scarica barile il pericolo resta, soprattutto per il cavalcavia al km 24 e 015 sostenuto solo da due piccoli pilastri ormai deteriorati e che in inverno devono sopportare anche il peso dell’acqua e del fango di un canale di passaggio” . Noia chiede provocatoriamente al ministro delle Infrastrutture di declassare temporaneamente la “585” da itinerario internazionale ad una  categoria inferiore, almeno fino a quando non sarà messa in sicurezza per quanto riguarda ponti e cavalcavia.

FONTE: Pino Perciante – La Gazzetta del Mezzogiorno

 

 

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