Cronache

Emette fatture false per 1 milione su lavori all’albergo non conclusi

Truffa ai danni dello Stato. Perché avrebbe fatto la comunicazione che i lavori di ristrutturazione del suo albergo a Lagonegro erano completati anche se così non era. Questo sostiene l’accusa, il capo della Procura di Lagonegro, Vittorio Russo, che ha chiesto e ottenuto dal gip, Rosamaria de Lellis, un sequestro «per equivalente» di circa un milione di euro pari al finanziamento conseguito dal presunto responsabile della truffa. L’inchiesta ruota attorno alla ristrutturazione del Midi Hotel, uno degli alberghi più noti della zona, che si trova vicino allo svincolo di Lagonegro Sud della A 2 del Mediterraneo. La Guardia di Finanza della compagnia di Lauria ha messo sotto sequestro conti correnti bancari, pari a circa un milione di euro, dell’amministratore unico dell’albergo che ora è indagato per truffa ai danni dello Stato dalla Procura di Lagonegro.

Per ottenere i soldi avrebbe presentato fatture false , dal momento che, secondo gli inquirenti, i lavori non erano stati conclusi nel tempo stabilito, o lo erano solo in parte. L’indagato aveva presentato una domanda alla Regione per ottenere un contributo per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’albergo acquisito nel 2009. La richiesta era stata considerata idonea ed era stato stabilito un finanziamento di circa un milione di euro. Ma i lavori dovevano essere completati entro il mese di dicembre dell’anno scorso. Le indagini dei finanzieri avrebbero permesso di accertare che i lavori non erano stati conclusi ma l’imprenditore li aveva «regolarmente » fatturati. «Cadiamo dalle nuvole – dice il difensore dell’indagato, l’avvocato Gennaro Lavitola –. Un provvedimento del genere è fuori dal mondo. E ci riserviamo di vedere quali saranno gli atti e perché è stato disposto questo sequestro per equivalente.

I lavori erano stati completati e di soldi per ristrutturare l’albergo ne sono stati spesi molti di più rispetto al milione erogato. Per questo restiamo basiti di fronte al provvedimento di sequestro». Intanto, continuano le indagini da parte degli inquirenti . Non è da escludere che dalle carte acquisite nel corso dell’inchiesta emergano responsabilità anche di altre persone. Il sequestro (finalizzato alla confisca per equivalente,ndr) è il modo più efficace e diretto di colpire gli illeciti dai quali è conseguito un arricchimento a danno dello Stato e, quindi, di tutti i cittadini.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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