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Eccesso di mortalità per i fumi del Centro olio: Eni respinge l’accusa

Ecco la posizione della compagnia petrolifera sulle conclusioni shock dello studio epidemiologico commissionato dai comuni di Viggiano e Grumento Nova

Saranno presentati a breve i risultati dello studio epidemiologico commissionato dai comuni di Viggiano e Grumento Nova ad un gruppo di esperti per valutare i possibili effetti delle emissioni del Centro olio sulla salute dei cittadini. Il report, una Valutazione di impatto sanitario (Vis) nei due comuni più vicini all’impianto dell’Eni, sarà illustrato in due date ai cittadini. La prima è stata fissata il 22 settembre a Viggiano, la seconda il 23 a Grumento. Ce lo conferma il professor Fabrizio Bianchi, dell’istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, a capo del pool di ricercatori e medici che ha redatto lo studio sull’impatto dell’impianto petrolifero lucano. Contattato da noi telefonicamente, Bianchi si è riservato di spiegare dettagliatamente tutte le risultanze della ricerca il 22 e 23 settembre. Quello che però ha anticipato e che “sono state riscontrate alcune anomalie sulla salute dei cittadini residenti nei due comuni che possono avere un nesso con le emissioni del Centro olio”. Il coordinatore della ricerca ha poi aggiunto che nello studiare la popolazione dei due comuni nel periodo 2000 2013, rispetto alla media e ad altre zone, vi sarebbe un aumento della mortalità e una crescita dell’ospedalizzazione per problemi al sistema cardiovascolare e altre patologie. Pronta la replica dell’Eni. In una nota la compagnia petrolifera definisce la Vis “un punto di partenza da apprezzare ma i risultati delle analisi appaiono forzati perché il principio di causalità di alcune patologie presenti nel territorio con l’attività del Centro olio non trova fondamento scientifico”. Secondo Eni nello studio non sono presi in considerazione altri fattori come fumo di tabacco, alimentazione, classe socioeconomica. “Per citare solo un esempio – spiega la società del cane a sei zampe –  l’incidenza sembra essere più importante per malattie cardiovascolari rispetto a quelle respiratorie e questo è contrario all’ipotesi di un effetto reale dell’inquinamento dell’aria, mentre suggerisce un ruolo più importante di altri fattori, come gli stili di vita. Infine, non sono presi in considerazione le evidenze epidemiologiche che escludono un effetto del Centro olio, quale per esempio l’ assenza di correlazione, la vicinanza al Cova e  la mortalità per malattie respiratorie nei maschi” .In conclusione, per Eni i risultati dello studio “non appaiono condivisibili nel senso di provare una correlazione causa-effetto, al contrario – conclude la compagnia- i dati messi a disposizione depongono a favore di un’assenza di un effetto reale sulla popolazione”. Anche il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala, sceglie la strada della cautela con un telegrafico: “Saprete tutto nelle sedi opportune”, ovvero il 22 e il 23 settembre quando ai cittadini verranno illustrate proprio dagli esperti le conclusioni del report richiesto nel 2014 dalla commissione comunale per il monitoraggio dell’ambiente e la tutela della salute. La prima vera indagine epidemiologica dall’inizio delle estrazioni.  La Vis è stata consegnata alla Procura di Potenza che la sta studiano nell’ambito degli approfondimenti disposti per l’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti al Centro olio.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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