E’ morto l’artista di Calvello Antonio Masini

“L’arte contemporanea e la Basilicata oggi hanno perso una voce autorevole e preziosa, legata alle sue radici eppure capace di proporre narrazioni sempre nuove, nella rivisitazione d’emozioni soggettive cariche d’entusiasmo ed energia creativa”

“In occasione dell’evento luttuoso che ha segnato il mondo dell’arte la Basilicata si stringe nel dolore per la perdita del grande Maestro Antonio Masini, originario di Calvello. Le sue opere, conservate in collezioni pubbliche e private, in svariati musei e piazze, testimoniano il talento visionario di un artista che ha saputo animare la sua narrazione attraverso svariate forme artistiche quali le incisioni, la pittura e la scultura”. Il consigliere regionale Aurelio Pace ricorda, in questo triste giorno, “l’ingegno artistico lucano del Maestro Masini, il suo essere un protagonista colto e brillante del panorama artistico internazionale e la sua cultura raccontata nella costante ricerca di continue e innovative forme espressive”.

“L’arte contemporanea e la Basilicata oggi – conclude Pace – hanno perso una voce autorevole e preziosa, legata alle sue radici eppure capace di proporre narrazioni sempre nuove, nella rivisitazione d’emozioni soggettive cariche d’entusiasmo ed energia creativa. Quanto maggiormente mi rattrista è il pensiero che il Maestro Masini non possa assistere all’inaugurazione dell’anno che vedrà Matera Capitale Europea della Cultura, un evento che lo avrebbe, a pieno titolo, investito quale portavoce dell’ingegno e della creatività lucana e che lo avrebbe indicato quale simbolo della rappresentazione di un universo figurativo, contemplativo e pragmatico, nel quale la speculazione, la ricerca e lo studio, sono alla base di racconto sempre intenso ed appassionante, capace di emozionare e far riflettere, in grado di conservare traccia del reale giungendo, fino  ed oltre, alla regione dell’immaginario”.

“La notizia della improvvisa scomparsa dell’artista lucano Antonio Masini, ci riempie di dolore ma al tempo stesso fa emergere il senso di riconoscenza per il grande cuore e la sua attenzione ai nostri corregionali EMIGRATI”.

Lo rileva il Centro Lucani nel Mondo della Regione Basilicata, attraverso il suo Coordinatore, Luigi Scaglione.

“La sua forte relazione e simbiosi con il mondo dell’emigrazione lucana sviluppatosi in forme continue di disponibilità e sensibilità nel tenere vivo il legame con la terra natìa ma soprattutto garantire forme di testimonianza in ogni parte del mondo, – prosegue Scaglione – è sottolineata ed evidenziata dal patrimonio artistico che ha lasciato alle nostre comunità.

La sua collaborazione con i Lucani nel Mondo intrapresa nel 1997 sulla spinta dell’allora Presidente della Commissione Rocco Curcio, ci ha permesso di avere le sue bellissime realizzazioni a Iquique (Cile) con la statua dedicata a Felicia Muscio, la donna emigrante di Oppido Lucano che ricorda la vicenda simile “Dagli Appennini alle Ande”, a Montreal (Canada) con “L’uomo nel vento”, a Sidney Five Docsk con il bronzo dedicata a “La Famiglia” replicato poi a San Fele il paese con il più alto numero di emigranti nel Mondo, a Buenos Aires con il busto dedicato a “Quinto Orazio Flacco”, il primo vero emigrante lucano, a Montevideo con la statua dedicata a “Rosita Melo” ed infine con la statua “Ai Lucani emigranti” insediata davanti alla sede del Consiglio regionale della Basilicata”.

Il suo ricordo nella nostra riconoscenza.

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