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Diversificazione economica in Val d’Agri: esplorando nuove frontiere

La Val d’Agri si è sempre appoggiata pesantemente su alcuni settori chiave per sostenere la sua economia, come l’agricoltura, l’estrazione di petrolio e i servizi pubblici. Questi hanno a lungo fornito la spina dorsale per l’occupazione e gli investimenti in tutta la valle. Tuttavia, gli anni recenti hanno mostrato quanto possa essere fragile la dipendenza da industrie limitate. Le fluttuazioni dei prezzi del petrolio, le riforme agricole dell’UE e lo spopolamento rurale hanno spinto le autorità locali e gli imprenditori a considerare quali altri percorsi potrebbero sostenere il futuro della regione.

Il turismo ha mostrato promesse, con agriturismi e siti del patrimonio culturale che portano entrate stagionali. I prodotti locali come il pecorino, i salumi e l’olio d’oliva artigianale continuano ad attrarre acquirenti nazionali. Le imprese artigianali stanno cercando di farsi strada attraverso le vendite online. Sebbene questi sforzi siano lodevoli, spesso mancano del sostegno a lungo termine o della visibilità necessari per espandersi. La domanda rimane: cos’altro può fare una regione rurale come la Val d’Agri in un’economia in rapido cambiamento?

In questa ricerca di alternative, le industrie digitali stanno iniziando a farsi notare. Un esempio inaspettato è il settore del gioco online, in particolare l’ascesa di nuovi casinò online. Sebbene remota, regioni come la Basilicata hanno visto un aumento del traffico da parte dei residenti che cercano intrattenimento dalle loro case. Il numero di piattaforme che offrono gioco regolamentato e sicuro continua a crescere. Questi servizi operano sotto rigide licenze dell’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), l’autorità italiana ufficiale per la regolamentazione del gioco d’azzardo. Sebbene i benefici finanziari del settore non incidano direttamente sui bilanci locali a meno che non siano legati al marketing di affiliazione o al supporto IT, dimostra come gli utenti rurali si impegnano con le economie digitali nazionali in numero crescente.

Questo impegno digitale apre discussioni più ampie. E se la Val d’Agri potesse attingere alla tecnologia non solo come utenti, ma come creatori? Le imprese e le cooperative locali hanno già sperimentato piattaforme digitali per raggiungere gli acquirenti e raccontare le loro storie. La stessa infrastruttura potrebbe supportare il lavoro a distanza, l’educazione alla programmazione o lo sviluppo di app su piccola scala?

Alcune iniziative private stanno compiendo piccoli passi in questa direzione. A Marsicovetere, uno spazio di co-working condiviso aperto nel 2023 si rivolgeva ai professionisti che tornavano nella regione dal Nord Italia. Offre internet veloce e contratti di affitto flessibili per lavoratori digitali o piccole imprese. Una configurazione simile è in discussione a Viggiano, dove il consiglio comunale avrebbe esplorato l’utilizzo di fondi europei per lo sviluppo rurale per sostenere i centri di imprenditorialità.

Tali progetti necessitano di più della banda larga veloce e di scrivanie. Hanno bisogno di un’infrastruttura internet coerente, chiarezza legale per la costituzione di piccole imprese e legami più forti con le istituzioni educative. Il Politecnico di Bari ha precedentemente condotto programmi pilota sull’imprenditorialità rurale che potrebbero servire da modello per la Basilicata. I governi locali potrebbero considerare partnership o sovvenzioni per incoraggiare i residenti a migliorare le proprie competenze e lavorare nei settori digitali.

Oltre alla tecnologia, la valle potrebbe anche guardare all’energia verde. Sebbene il petrolio sia stata la risorsa dominante, è non rinnovabile e politicamente sensibile. Le iniziative solari ed eoliche hanno avuto una portata limitata nella zona, ma con terreni disponibili e condizioni climatiche favorevoli, potrebbero offrire sia occupazione che costi energetici inferiori per famiglie e imprese. La difficoltà risiede negli investimenti e nei lunghi processi autorizzativi. Se gli incentivi regionali sono allineati con gli obiettivi verdi nazionali, le cose potrebbero muoversi più velocemente.

L’agricoltura locale ha ancora un futuro, ma probabilmente in forme più piccole e specializzate. La certificazione biologica, le filiere alimentari a chilometro zero e le partnership con operatori di ecoturismo possono fornire stabilità agli agricoltori disposti ad adattarsi. La comunità di Grumento Nova ha recentemente avviato un programma pilota per ospitare ospiti in agriturismo che partecipano alla raccolta stagionale, combinando il turismo con il know-how locale. Tali idee collegano il passato della valle al suo futuro.

Tutti questi percorsi condividono una qualità: non sostituiscono ciò che esiste, ma lo arricchiscono. La Val d’Agri non ha bisogno di abbandonare le sue radici per andare avanti. Ha bisogno di opzioni. Diversificare l’economia non significa solo inseguire nuove tendenze. Si tratta di costruire resilienza.

La valle ha affrontato cambiamenti in passato, politici, economici e demografici. Ciò che conta ora è prepararsi alla prossima ondata di cambiamenti con un mix di pianificazione pratica e pensiero audace. Che ciò comporti lavoro digitale, energia pulita, artigianato locale o persino la comprensione di tendenze come i nuovi casinò online, inizia con il riconoscimento che anche le regioni rurali hanno un ruolo nel plasmare l’economia di domani.

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