Diritti delle persone con disabilità, Bolognetti: “Chi di ‘Speranza’ vive, disperato muore”

Non me ne voglia il Ministro Speranza se in queste ore, ascoltando i suoi rumorosi silenzi e osservando la sua insopportabile indifferenza, mi è venuto in mente quel famoso proverbio che recita “Chi di ‘Speranza’ vive, disperato muore”.

In questi giorni, con forza abbiamo chiesto alla Regione Basilicata di approvare una delibera recante “disposizioni in materia di dispositivi destinati alle disabilità più gravi e complesse”. Un atto dovuto e doveroso che onorerebbe diritti umani e Costituzione.

Ma proprio in queste ore in cui attendiamo pronunciamenti e azioni che finalmente traducano in atti gli impegni assunti dall’assessore Leone e dal Presidente Bardi, non posso non rivolgermi di nuovo e ancora al signor Ministro della Sanità.

Signor Ministro, torno a chiederle, di nuovo e ancora, come mai lei non abbia inteso dare risposte a quanto le è stato rappresentato dall’Associazione Coscioni in data 10 dicembre 2019.

Il suo assordante silenzio è un insulto a tutti quei disabili che sono costretti a confrontarsi con leggi inadeguate e lacunose e con una burocrazia ottusa.

Signor Ministro, Filomena Gallo e Marco Cappato, noi tutti torniamo a rappresentarle che “a distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione in G.U. dei nuovi LEA e a quasi tre anni dalla pubblicazione della legge 96 non sono state esperite pubbliche procedure di acquisto in grado di soddisfare quanto richiesto dall’art. 30/bis”.

Torniamo a rappresentarle che “la situazione creatasi penalizza le persone con le disabilità più gravi e complesse, in quanto l’erogazione degli ausili loro destinati non segue percorsi definiti ed è quindi prassi comune l’utilizzo del “vecchio” nomenclatore e delle relative tariffe, impedendo di fatto l’accesso alle nuove tecnologie incluse nell’aggiornamento dei LEA”.

Torniamo a chiederle “di provvedere all’aggiornamento della parte LEA Nomenclatore tariffario ausili e protesi trasferendo ausili essenziali per la vita delle persone nell’elenco dei dispositivi che non possono essere acquistati a gara, fissando per ciascuno di essi una corretta tariffa, in modo che la persona possa finalmente ottenere anche le nuove tecnologie contenute nei nuovi elenchi”.

Quella lettera, con le richieste che eviterò di elencarle integralmente, attende risposte da troppo tempo. Così come in questo paese, perso alle ragioni del diritto, dei diritti e della democrazia, da 15 anni attendiamo l’istituzione del “Repertorio degli ausili dei dispositivi di serie”, previsto dalla legge 23 dicembre 2005 n. 266.

Ministro Speranza, smanettando su internet alla ricerca di sue foto, spesso mi imbatto in immagini in cui Lei indossa la mascherina d’ordinanza anti-covid. Mi chiedo e le chiedo, signor Ministro, se quella mascherina Lei non la indossi anche per non sentire la puzza di una Costituzione in stato avanzato di decomposizione.

 

Di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, Consigliere dell’Associazione Coscioni e Membro del Consiglio generale del Partito Radicale (In sciopero della fame dalle 23.59 del 6 luglio)

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