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Denuncia: perchè il dipartimento ambiente della Regione Basilicata nasconde le osservazioni al procedimento di rinnovo dell’AIA al Cova ENI di Viggiano?

Il 15 Aprile 2016 è stato avviato presso la Regione Basilicata il procedimento per il rinnovo e l’adeguamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’attività del COVA ENI di Viggiano, Autorizzazione scaduta proprio nell’Aprile 2016 , dopo 5 anni dal suo rilascio. Questo procedimento è molto importante poiché fissa i paletti dell’attività dell’ENI in Val D’Agri per i prossimi 5 anni e quindi stabilisce i livelli massimi di impatto ambientale ammissibili, fissando limiti e prescrizioni alle attività di ENI . Nonostante la massima importanza di tale procedimento, esso viene tenuto sottotono e le argomentazioni scientifiche dell’ENI e degli Ambientalisti, anziché essere oggetto di divulgazione e consapevolezza presso i cittadini, vengono volontariamente tenute in basso profilo o direi addirittura insabbiate .

Mi chiedo come mai il procedimento per il rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale, richiesto dall’ENI per il Centro Olio di Viggiano, stia subendo una procedura completamente anomala di affossamento delle Osservazioni presentate dai cittadini e Associazioni Lucane. La procedura prevede che alla scadenza dei 60 giorni dalla pubblicazione della documentazione tecnica presentata da ENI l’11 Agosto 2016 , e cioè a partire dal 11 Ottobre 2016, la Regione Basilicata avrebbe dovuto pubblicare sul suo sito le Osservazioni pervenute rispettivamente da : ing. Antonio Alberti, dalle associazioni La Quinta Porta a firma di Ing. Roberto Robiilotta, Briganti D’Italia a firma di Avv. Antonio Grazia Romano, Liberiamo la Basilicata a firma di Ten. Giuseppe Di Bello, As-Sud a firma di Prof. Albina Colella Prof. Umberto Ortolani, Mediterraneo No-Triv a firma di Avv. Giovanna Bellizzi.

Purtroppo, ad oggi 6 Novembre 2016, le relazioni tecniche, presentate da noi professionisti per dimostrare l’enorme impatto ambientale dell’attività del COVA , che costituiscono un importante apporto professionale alla Regione Basilicata e che dimostra che l’attività del COVA non può essere aumentata, come chiesto dall’ENI, ma dovrebbe essere necessariamente ridotta e ridimensionata, vengono attualmente insabbiate e nascoste all’opinione pubblica perché??? Questa domanda la rivolgo alla Responsabile del Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione.

Per chi volesse leggere direttamente le Osservazioni elaborate dal sottoscritto può farlo accedendo al seguente link : https://drive.google.com/file/d/0B3LaMKy28xR8aGVLUkxTWnJEeHM/view

Ing. Antonio Alberti

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