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Un lucano, a piedi da San Chirico Raparo a Santiago di Compostela, racconta il suo cammino

“Ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire”. L’impresa di Daniele Rizzo, cuoco residente in Valtellina da vent’anni, ma originario di San Chirico Raparo, suggestivo borgo in provincia di Potenza, ricorda quella inconsueta spinta intenzionale di Sal Paradise, protagonista e narratore dell’intramontabile classico letterario della Beat Generation, “Sulla Strada” di Jack Kerouac. La differenza tra i due è che Daniele Rizzo ha terminato lo scorso 16 dicembre 2017, il cammino San Chirico Raparo – Santiago de Compostela, ossia più di 2500 km percorsi a piedi e non autostop, in auto o in autobus, come invece aveva fatto il protagonista del libro. Lo abbiamo intervistato al telefono, mentre con un grande entusiasmo che celava la fatica di un lungo viaggio a piedi, si dirigeva all’hotel, in direzione di Finisterre. “È difficile salutare un viaggio così” – ha detto Daniele – per questo, giunto a Santiago colmo di felicità, ha deciso di proseguire il suo cammino fino a Muxía. Ad aver spinto Daniele in questa particolare avventura è stata la curiosità voler sentire in prima persona come sarebbe stato fare il Cammino di Santiago de Compostela come si faceva un tempo, partendo a piedi, mettendo due cose nello zaino. Una vera e propria esperienza di vita, dunque, oltre che di crescita spirituale che non ha a che vedere con il dimostrare qualcosa a qualcuno e non è motivato da alcuna moda; Daniele Rizzo che si incammina per boschi e sentieri ha il sapore di chi vuole riprendersi il proprio tempo, spogliarsi del proprio io moderno per allearsi al paesaggio che lo accoglie, lo circonda. Il mondo è imponente, grandioso e camminando lo comprendi bene, perché le strade, o meglio, i sentieri sono pezzi di mondo che devi inventare.

Il primo timbro messo a San Chirico Raparo il 30 Agosto , l’ultimo a Santiago de Compostela il 16 dicembre.

  Allora, Le tue gambe, la pianta dei tuoi piedi iniziano a sentire bene questo mondo, a starci bene dentro e a non preoccuparti più del tempo, perché cambia la personale percezione che hai di esso. Camminare è terapeutico e quella sensazione che che ti fa dire “sì, ma non si va abbastanza lontano” la dimentichi appena sei alle prese col cammino, appena ti accorgi che ‘lontano’ è più una percezione che un dato di fatto. Se si volesse musicare il suo viaggio, come una sorta di sintesi, Daniele Rizzo sceglierebbe una soundtrack, quella del Pirata dei Caraibi: un brano dall’attacco lento, come la tranquillità vissuta durante i preparativi del viaggio, una musica che ad un tratto diventa cupa, al pari dei giorni prima della partenza, per poi procedere con un ritmo cadenzato e deciso, com’è stato il suo passo e la sua voglia di arrivare fino in fondo. Ad aggiungere valore al suo grande traguardo sono i suoi appunti di viaggio, le tante fotografie e, soprattutto, le amicizie che si è creato: “ho scoperto –conclude Daniele –  come in una settimana ci si lega forte alle persone, perché ti basta una settimana per diventare quasi fratelli”. Un grande esempio di forza, quello di Daniele, che continuerà – come ci ha confidato – in un prossimo giro per l’Italia… rigorosamente a piedi.

di Michela Castelluccio

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