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Da Sarconi sostegno al “popolo venezuelano”



Se è vero che non tutte le ciambelle vengono con il buco è pur vero che non tutto fa audience.
Questo è il caso di quello che succede da anni in Venezuela, un popolo “affamato” dalla dittatura di Maduro, durante la quale centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita, altri hanno perso tutto ciò che avevano e pian piano stanno perdendo la dignità di popolo.
Tutto ciò avviene nella quasi totale indifferenza dei media e delle potenze mondiali, molto sensibili ad ogni alito di vento che soffia in certe zone del mondo e spesso sorde al dolore di popolazioni che forse hanno poco da offrire ai loro interessi.

In Venezuela si trovano molti nostri connazionali e gente originaria della Val d’Agri, mentre loro chiedono aiuto affinché si sveli al mondo il loro dramma, in Italia rappresentanti delle istituzioni pensano bene di sostenere colui che è causa di quel dramma.


Fortunatamente non tutti si arrendono alla cecità e al silenzio della coscienza altrui e mentre le tribù indigene del Venezuela con archi e frecce sfidano Maduro e combattono affinché gli aiuti umanitari possano superare i blocchi delle milizie, a Sarconi si cerca di sostenere i nostri concittadini e tutto il popolo Venezuelano cercando di far conoscere alla gente cosa accade in quella parte del mondo.


 

Il 24 febbraio una parte della popolazione ha collocato sulla ringhiera di un balcone al centro del paese una bandiera del Venezuela con su scritto “Venezuela libero”, un piccolo gesto dal grande significato.
Dare voce ad un popolo oppresso è un dovere morale di ogni persona civile, aiutare e dare sostegno a chi vuole la libertà di quella gente è un dovere delle istituzioni di un paese civile.

Domenico Ielpo

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