Petrolio in Val d'Agri e Valle del SauroPrimo Piano

Crisi energetica, 11mila famiglie della Val d’Agri aspettano il rinnovo dell’accordo del bonus gas



Aumenta il costo dell’energia e aumenta la spesa per famiglie e imprese. Pandemia e crisi internazionale pesano anche sul gas naturale.
La spesa che le famiglie dovranno sopportare appare un paradosso nella Basilicata principale produttrice di gas naturale del Paese. 
Il calo di produzione – del 18,6% su scala nazionale, con aumento delle importazioni –  è stato netto anche in regione.  Il 2021 si è chiuso con oltre 1 miliardo e 79 milioni di metri cubi estratti. Cinquecento milioni in meno dell’anno precedente.
L’accordo decennale siglato lo scorso maggio a via Verrastro impegna le compagnie petrolifere a fornire alla Regione un quantitativo di gas pari a 160 milioni metri cubi all’anno. Ma il Governo centrale ancora non lo ha ratificato.
«C’è grande confusione, ma questa occasione, con il prezzo del gas alle stelle, non possiamo perderla», spiega il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala.
Il Comune è capofila nella battaglia per il bonus gas, per chiedere ad Eni e Shell di fornire agli 11 paesi del comprensorio Val d’Agri ulteriori 17 milioni metri cubi all’anno. Una quantità di fossile che negli anni ha portato nelle casse locali un fondo annuale compreso tra i 4,5 e i 2,5 milioni di euro, a seconda del prezzo del gas.
Con le quotazioni attuali, ci sarebbero cifre importanti da redistribuire alle 11mila famiglie dell’area. Ma anche in questo caso, l’accordo ancora non c’è.

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