Società e Cultura

Covid-19, ora è già tardi ma è presto se…



Nel giorno in cui abbiamo dovuto puntare le lancette dell’orologio un ora avanti, ci siamo svegliati magari disorientati,  non sapendo bene se era tardi o presto e ancora un po’ addormentati abbiamo appreso la triste notizia che un altro,  il quinto, nostro conterraneo ha perso la vita a causa di questo virus, che infetta, uccide e fa paura.

Come già scritto in un nostro articolo l’uomo di 55  anni dal 13 Marzo accusava febbre alta, accompagnata da altri sintomi, ma solo negli ultimi  giorni in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni era stato ricoverato al “San Carlo”.

La lotta al virus è anche una dura lotta contro il tempo, si perché la malattia non aspetta niente e nessuno, corre veloce, non deve seguire un protocollo o aspettare un autorizzazione, arriva e se non si argina in fretta ti prende e non ti lascia più.

Se il tuo avversario è più forte devi giocare d’anticipo o quanto meno intuirne immediatamente le mosse, perciò è importante una celere diagnosi, già dai primi sintomi per mettere in campo terapie adeguate al caso affinché si possa tracciare il prima possibile la linea dei possibili contagi.

L’avversario forse era poco conosciuto, ci hanno detto di tutto e il contrario di tutto, tutte le autorità sanitarie e gli scienziati erano discordi su cosa potesse fare e come contenerlo, ma ad un certo punto abbiamo potuto costatare con gli infetti e i morti quale fosse la sua pericolosità.

In Basilicata come nel resto del sud  i primi contagi si sono riscontrati quando al nord già la situazione era critica ed era chiaro come luoghi con possibile maggiore carica virale e dove vi si rimaneva per un periodo maggiore esposti, potevano diventare dei focolai difficili da contenere, si pensi alle case di cura, gli ospedali i grandi centri ecc..



Tuttavia una canzone diceva ora è già tardi ma è presto se…, a quel “se” possiamo ancora dare un senso perché fortunatamente ci sono un numero di contagi che ci permettere di avere ancora tempo per interventi ancora più efficaci.

Assodata l’importanza di individuare immediatamente i contagiati e porre in quarantena loro e tutti i contatti certi, avviandoli alla diagnosi con i tamponi per verificarne o meno la positività, si invitano tutte  le autorità Sanitarie Regionali ad intensificare, anche se, tra le mille difficoltà del momento, la diagnosi, partendo da uno screening di tutti gli operatori sanitari e dagli operatori che più sono coinvolti nel contrasto all’emergenza.

Un’altra misura utile nella lotta al virus potrebbe essere quella di curare i pazienti meno gravi, che non hanno esigenza di terapie intensive, a domicilio da personale medico  e paramedico del territorio.

Misura che determinerebbe una minore esposizione al virus del paziente e un controllo dell’isolamento e monitoraggio dei suoi contatti più stretti, riducendo di fatto la possibilità dell’espansione del virus, determinato anche dal minor numero di pazienti destinati al ricovero ospedaliero.

Ora è già tardi ma è presto se… tutti senza fare polemiche mettiamo in campo proposte, strumenti e professionalità, in grado di vincere questa battaglia e domani poter dire che il tempo è servito per essere ancora più efficaci nel preservare  la salute e la vita di tutti.

#andiamoalmareanchesepioverà

 

Il Covid-19 è l’inizio di un cambiamento radicale della società?

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