Covid-19: aggiornare la mappa delle fragilità sociali. Report del centro studi Uil Basilicata

Un catalogo, una mappa, una sorta di ‘geografia’ delle fragilità sociali lucane. E’ quello che si ricava dai dati delle domande dei lucani per attingere dai numerosi e differenti benefici erogati nei Decreti ‘Cura  e Rilancio Italia’ (fonte Inps).

Come si profila a quattro mesi  dalla pandemia,  la ‘chimica  sociale’ in Basilicata, chi chiede aiuto, che cosa muta e si trasforma tra marginalità e sviluppo?

Un primo “fermo-immagine” è la larga fascia di lavoratori e famiglie nel territorio intermedio tra occupazione e sospensione dell’attività produttiva. Gli ammortizzatori sociali riguardano circa 11.000 beneficiari, con 5.497 domande per le modalità in deroga (dati INPS 15 giugno), autorizzate 4.907.

Un contingente di persone che ha visto impoverire il proprio reddito  familiare con perdite oscillanti intorno a 400-700 € pro-mese;  altrettanto per chi ha fruito di congedi parentali, con gravi conseguenze sulla capacità di reddito.

Restano in ombra e  privi di tutela i lavoratori dipendenti, i lavoratori domestici non  occupati il 23 febbraio. Una parziale copertura sociale investe i 20mila lavoratori lucani irregolari (800mila nel Mezzogiorno). Ancora ai margini del mercato del lavoro i richiedenti reddito di ultima istanza REM con 2700 richieste.

 Insieme agli 8mila disoccupati in cerca di prima occupazione esclusi dal mercato del lavoro nei prossimi mesi (500mila al Sud).

Questo semicerchio di famiglie e persone in disagio per il Covid-19 si riverbera nella sospensione dei ‘crediti al consumatore’ previsto dal DL 18/20.

Solo a marzo circa 700 casi con una rata media di 298 € suprestito personale, la più alta tra le regioni (765 € per rate da mutui) – (Fonte Sole 24Ore). Il cedimento occupazionale costringe i soggetti in precarietà ad alleggerirsi del debito per far fronte alle esigenze esistenziali.

Altre fasce sociali a metà tra attività ed inattività. È la sfera degli impieghi forestali quantificabili in circa 6.000 unità; il contingente della disoccupazione e del lavoro agricolo immigrato  di circa 15.000 unità; quello del reddito di cittadinanza intorno alle 12mila unità. Il ‘resto’ del mondo delle fragilita’ è riferibile al lavoro nero.

Nel ‘purgatorio’della ‘non attività’ spicca la fascia dei pensionati per invalidità ed accompagnamento per circa 25.000 unità. Nel complesso un’articolata formazione sociale  di circa 50/60mila figure e famiglie di lucani sottoposte ai gravi disagi provocati dalla crisi Covid-19.

Un’altra misura sociale, un altro conto della precarietà è il mondo del lavoro autonomo, della stagionalità e atipicità di matrice lucana. Un perimetro di circa 57mila unità (richiedenti bonus  600euro su dati Inps ).

Classi e generazioni diverse. I più giovani impegnati nello spettacolo, nella cultura e soprattutto gli stagionali nei settori economici del turismo .Poi i cinquantenni del settore agricolo,  i parasubordinati i professionisti con partite Iva ,numerosi nella classe di età intermedia 30-49 anni.

Calano le associazioni professionali, le società di persone e di capitali e aumentano i forfettari con l’effetto di un terziario che retrocede una molecolarità fatta di mezzi lavori e di sopravvivenza fiscale. Una mutazione che aggrava ancora di più lo storico ritardo del nostro terziario. Quel che accade nella sfera dei servizi appaltati in sanità. La grande committenza pubblica e privata del low cost.

Il rischio di non farcela è grande, anche a medio tempo. A pagarne il prezzo più alto è la popolazione in età da lavoro. E’ chiaro che gli strumenti anticrisi messi in campo a livello europeo ed italiano non saranno sufficienti. Il sistema ha necessità di uno scuotimento. Servono due grandi piani.

“Un Fondo di investimento sociale regionale, una grande manovra-ponte di sostegno di empowerment dei soggetti sociali e delle famiglie colpite dalla crisi che rinforzi  la capacità reddituale , di consumo e bisogni essenziali delle famiglie e dei ceti in discesa sociale per i colpi della crisi da Covid”: dice Vincenzo Tortorelli Segretario regionale Uil.

Una regione ‘organismo-sociale’ che aiuta, ricuce e transita le tante fragilità sociali censite verso un ‘nuovo mondo’’: cura delle persone, istruzione/formazione, cultura, intrattenimento, turismo di prossimità e rarefatto, energia  auto-prodotta, qualità abitativa’. Ma  il tragitto delle famiglie ‘rese capaci’ sbocca nella riprogettazione dei settori-driver dello sviluppo per ricavare nuovo lavoro, in una visione di ‘New deal ‘verde e di transizione energetica, con un vero scambio generazionale.

Si tratta di riequilibrare poteri e cambiare organizzazioni, e di modificare radicalmente “come” si fanno le cose e “come” si usano i poteri e denari pubblici. Serve un Forum diseguaglianze.

Giancarlo Vainieri e Sofia Di Pierro, Cssel (Centro Studi UIL)

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