Coronavirus, con il Saturimetro si potrebbero salvare molte vite umane

Isolamento soggetti Covid positivi asintomatici, Vizziello (FdI): “Occorre un modello”

“Il saturimetro, un piccolo apparecchio con cui si misura la percentuale di ossigeno nel sangue, potrebbe salvare molti pazienti affetti da Coronavirus che, rilevando una riduzione dell’ossigenazione del sangue, potrebbero comunicarlo al medico di medicina generale o al 118 al fine di anticipare il ricovero ospedaliero, evitando così di ricorrere alle cure ospedaliere nella fase di grave insufficienza respiratoria, sintomo,purtroppo, di una infiammazione già avanzata e che spesso si rivela fatale per il malato”.

Ad affermarlo, in una nota, è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Vizziello.

“L’alto tasso di mortalità che fa registrare il virus in Italia” aggiunge Vizziello “è senza dubbio effetto di un denominatore fallace,vale a dire di un non corretto rapporto tra contagiati e deceduti, vista la presenza di molti più soggetti positivi al Coronavirus di quelli rilevati, ma probabilmente anche di cure ospedaliere che intervengono quando la polmonite da Covid 19 è già in fase avanzata ed è difficilmente recuperabile”.

” Occorrono quindi”-spiega Vizziello-“ diagnosi precoci e cure tempestive, gli unici elementi che possono favorire un decorso positivo della malattia”.

“Per questo proponiamo, sulla base di quanto suggerito proprio dai medici del 118 che hanno grande esperienza sul campo nella gestione dell’ emergenza da Coronavirus”-aggiunge Vizziello-“ di dotare tutti i soggetti in isolamento domiciliare obbligatorio perche’affetti da Covid 19 di un saturimetro, attraverso cui controllare la propria funzionalità respiratoria, comunicando prontamente al 118 i valori di saturazione al di sotto dei limiti previsti e che rendono opportuno il  ricovero in ospedale”.

“Con un piccolo apparecchio delle dimensioni di una molletta e che costa pochi euro il paziente viene quindi messo nella condizione di  controllare l’evoluzione della malattia da Covid 19 e di fornire informazioni rilevanti al personale medico”-conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – “per questo proponiamo di acquistarlo e di darlo gratuitamente in dotazione  ai malati da Coronavirus in isolamento domiciliare, prima che sia troppo tardi e che anche i saturimetri diventino introvabili, come già successo per mascherine e ventilatori polmonari”

“Ho proposto al Dipartimento Salute della Regione Basilicata, che sembra aver recepito tale indicazione, di utilizzare le strutture ricettive e alberghiere per far soggiornare pazienti Covid e portatori asintomatici del virus”.

Questa la proposta del consigliere Vizziello, forte della disponibilità ricevuta dall’associazione degli albergatori materani, pronti ad offrire i propri spazi, senza scopo di lucro, alle autorità sanitarie.

Lo scopo della proposta è quella di consentire un isolamento ‘sicuro’, evitando così il ricorso al cosiddetto ‘isolamento a domicilio’, possibile causa di diffusione del contagio tra i conviventi, sia ai pazienti tutt’ora affetti dal virus seppure asintomatici, sia a coloro che risultano guariti dal virus ma ancora infetti e in attesa di negativizzazione.

“E’ accertata l’elevata probabilità di contagio –secondo Vizziello- tra i componenti di uno stesso nucleo familiare. Occorre perciò pensare ad una soluzione che tuteli i conviventi delle persone colpite dal Covid 19”.

Da un punto di vista terapeutico il consigliere di Fratelli d’Italia ipotizza una visita periodica da parte del personale sanitario per un monitoraggio delle condizioni cliniche e per la ripetizione del tampone.

“Una volta negativi due tamponi consecutivi, a distanza di 24 ore, il soggetto viene dimesso e un altro, positivo, può prendere il suo posto.

Il personale addetto alle pulizie, verrebbe reclutato dalle cooperative che attualmente gestiscono gli ospedali, con tutti i d.p.i. del caso. Potrebbe anche essere utilizzato personale sanitario- continua Vizziello- che ha già contratto il virus, attualmente immune e non più contagioso.

Il servizio di cucina può, laddove esistente, essere fatto in loco da personale afferente a cooperative che già operano nel settore sanitario”.

“Il modello –conclude il consigliere- è replicabile in ogni realtà del territorio lucano e consente di mettere in sicurezza i familiari e le comunità di appartenenza dei soggetti positivi, garantendo al contempo a questi ultimi un’appropriata assistenza sanitaria.

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