Con “Pezzi Unici” la Rai prova a ritrovare la sua funzione sociale.

Sergio Castellitto e i suoi "corsisti" conquistano il cuore degli italiani

E se gli Italiani tornassero improvvisamente ad apprezzare la qualità?

Viene da pensare questo, sommessamente e senza crederci troppo per il momento, dopo aver consultato i dati auditel degli ultimi giorni.

Pare che finalmente qualcuno, soprattutto dalle parti di Via Mazzini (Sede centrale RAI), abbia deciso di svegliarsi da un torpore durato davvero troppi anni.

La serie Tv “Pezzi Unici”, ad esempio, prodotta da Rai Fiction e che vede coinvolto un cast di prim’ordine (Sergio Castellitto, Irene Ferri, Loretta Goggi, Giorgio Panariello, Marco Cocci, Giulio Berruti ecc.), sembra davvero aver toccato le “Corde emozionali” del grande pubblico nazionale.

Uno sceneggiato televisivo che entra nelle case degli Italiani parlando il linguaggio comune di una quotidianità densa di imprevisti e problemi da risolvere avendo sullo sfondo la profonda malinconia di un padre che non riesce comprensibilmente a trovare una spiegazione per la prematura scomparsa di suo figlio.

Nello stesso tempo, è presente all’interno della sceneggiatura pensata e scritta da Cinzia TH Torrini, un messaggio sociale e culturale molto importante: si possono sconfiggere l’approssimazione, il pregiudizio e la superficialità (gravi antiche malattie della contemporanea società iperdigitale ), soltanto attraverso il tentativo, anche estremo, di responsabilizzare le persone mediante l’ostinata affermazione  dei propri talenti e delle proprie passioni.  La riscoperta del valore unico ed irripetibile di una persona in quanto tale, senza pensare per un attimo al suo conto in banca, al suo “Rango” sociale o alla sua “Onorabilità” diventa argomento importante per contrastare una società che privilegia i numeri ed i profitti in maniera oramai quasi esclusiva.

Un intenso intreccio di emozioni e colpi di scena che coinvolge il telespettatore dall’inizio alla fine senza lasciare spazio alla scontatezza, mentre tutto ciò si accompagna a dialoghi tra i protagonisti spesso accesi ma mai volgari.

Senza voler esagerare, questa volta c’è davvero da fare i complimenti alla Rai per aver dato spazio all’esigenza di un’Italia che, nonostante tutto, dimostra di avere  ancora un po’ di  voglia di guardarsi nel profondo cercando di riflettere su quanto sia difficile, al giorno d’oggi,  riconfigurare una scala di valori che possa permettere alle nuove generazioni di avere un minimo di fiducia nell’avvenire.

A dimostrazione di tutto questo, per tornare all’incipit dell’articolo, raccontiamo i numeri auditel dell’ultima puntata (Domenica 1 Dicembre):

4.549.000 telespettatori per uno share pari al 20% (Fonte Auditel).

Rai 1 si riprende dunque lo scettro della prima serata domenicale sbaragliando la concorrenza del “Biscione”, delle Tv Satellitari e delle sempre crescenti Web TV.

Tutto questo accade privilegiando la qualità, senza rincorrere gli strali, le urla ed il trash a cui c’hanno tristemente abituati negli ultimi decenni.

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