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Comitato “Uniti per la Val d’Agri”: Non tutti i “Gioiellini” luccicano….

Pittella: Diventerà un vero e proprio “GIOIELLINO” della Sanità lucana”

“L’ospedale di Villa d’Agri non sarà né chiuso né ridimensionato. Anzi, sarà potenziato nel piano di riorganizzazione in atto. Diventerà un vero e proprio “GIOIELLINO” della Sanità lucana.”
È questa la sintesi dell’intervento conclusivo del presidente della Regione, Marcello Pittella, durante l’incontro organizzato dall’associazione Prima Persona tenutosi martedì 17 ottobre presso il Centro Sociale di Villa d’Agri. Completamento degli investimenti già esistenti, allocazione del punto territoriale di soccorso del 118, farmacia territoriale, spazio psichiatrico di diagnosi e cura, nuove strutture POIS, consultorio familiare, area per lungodegenza, presidio di continuità assistenziale, progetto donna e piano stralcio assunzioni (previste 8/10 assunzioni di dirigenti medici e direttori U.O???) sono i capitoli della nuova storia dell’ospedale valligiano in previsione del Riordino del Servizio Sanitario Regionale.
Il Comitato “Uniti per la Val d’Agri” accoglie favorevolmente le promesse del governatore, anche se le ritiene ancora insufficienti. L’impressione che si ha, e che viene confermata anche dagli interventi dei diversi relatori, è che ancora oggi non si sa precisamente cosa se ne vuole fare dell’Ospedale di Villa d’Agri, ma si mettono delle “pezze” che non risolvono i problemi, ma semplicemente li rimandano di qualche mese.
Continuiamo ad accogliere favorevolmente la già annunciata Risonanza Magnetica Nucleare a Villa d’Agri, anche se, a nostro avviso, in forte ritardo (si parla di RMN già dal 2014 quando fu offerta in cambio della chiusura del Punto Nascite) e dopo che si è già registrato uno spreco di risorse per acquisto da oltre un anno della macchina e che ci risulta, ancora in giacenza presso qualche deposito a Milano.
Ben venga anche il Progetto Donna che garantirebbe maggiore assistenza alle mamme partorienti, servizi e prestazioni essenziali atte a garantire il diritto alla salute anche alle donne della Val d’Agri.
Mentre, nessuna risposta o risposta evasiva alle nostre domande sull’utilizzo della nuova struttura costata diverse decine di milioni di euro e ancora senza idee sul suo completamento ed utilizzo.

LASCIARLA INUTILIZZATA, NON SAREBBE ANCHE QUESTO UNO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE?
Riteniamo ci sia un’impreparazione totale, dopo il passaggio delle competenze tra ASP E AOR, con mezzi (ambulanze assolutamente inadeguate, beni di consumo insufficienti) e decisioni (118, Farmacia ,Sert ecc. adottate senza un piano condiviso). Anche un banale intervento agli ascensori potrebbe risultare un problema non risolvibile qualora l’unico dei tecnici al momento a disposizione fosse assente dal posto di lavoro.
In merito alle assunzioni, fino a qualche giorno fa ci avevano fatto credere che il depotenziamento era dettato, soprattutto, da problemi di carattere economico, sia in chiave di contenimento della spesa sanitaria (D.M.70) che in chiave delle assunzioni per la riorganizzazione dei turni di lavoro (D.lgs 161/2014).
In questi ultimi due anni, il servizio al cittadino presso la struttura ospedaliera valligiana è stato garantito facendo affidamento al senso di responsabilità di personale sanitario che, nonostante il sottodimensionamento, ha continuato a garantire assistenza.
Dunque, con questi due numeretti, il 70 e il 161, siamo andati avanti animando decine di dibattiti in materia di riordino del sistema sanitario. Ora, scopriamo che nel breve periodo, forse già a dicembre, guarda caso alla vigilia delle elezioni, arriveranno 8- 10 nuovi medici.
In verità, l’impressione che abbiamo sempre avuto, e che continuiamo ad avere, è che il riordino, piuttosto che dettato dall’esigenza di modificare l’offerta assistenziale e renderla più appropriata e coerente ai bisogni della comunità, sia la conseguenza delle esigenze di “tagliare” per contenere la spesa sanitaria. Vale a dire un’operazione centrale che costringe alla chiusura (o un servizio “part time”) mediante la restrizione o negazione di risorse. In pratica, una condanna a morte per asfissia degli ospedali di periferia, venendo ad innescare in tal modo un braccio di ferro con il sistema centrale, il cui risultato dipende in gran parte dal livello di forza politica e dagli interessi elettorali.
Dunque, in assenza di riscontri oggettivi, il sospetto è che il criterio non sia solo economico e che si sta cercando di risolvere con l’ennesimo “taglio” di risorse al Servizio Sanitario e che viene presentato ingannevolmente sotto il profilo di razionalizzazione, ottimizzazione, miglioramento degli standard di sicurezza….
Per fare una nostra sintesi, gli impegni assunti solennemente davanti ai cittadini, ci pare di capire, si riducono all’entrata in funzione della risonanza magnetica e ai lavori di ammodernamento del nuovo blocco centrale oltre alle annunciate assunzioni.
Ma per recuperare la fiducia dei valligiani, incrinata da troppe deviazioni di percorso nel corso degli anni rispetto agli obiettivi di salvaguardia e rilancio dell’ospedale, non bastano.
E come ribadito nell’incontro di martedì sera, a nostro avviso, molte sono ancora le zone d’ombra e tra queste sicuramente la Medicina Ambientale per il quale non ci pare ci siano idee precise su come far fronte alle emergenze determinate dall’impatto Cova-petrolio su salute, ambiente, territorio.
Dunque, non ci serve un “gioiellino” della sanità, ma serve semplicemente un ospedale, presidio che possa garantire ai cittadini della valle tutti i servizi essenziali atti a garantirne la salute e consentire loro di vivere la vita in maniera dignitosa.
Far funzionare bene un ospedale è anche gestione della quotidianità, dove si riscontrano latitanze e sufficienze che consegnano agli utenti ed al personale un quadro di particolare gravità.
Tra questo riscontro quotidiano e il racconto del Presidente c’è un abisso.
SI COMINCI SUBITO A DARE SUPPORTO ED EFFICIENZA ALLE FUNZIONI DELL’OSPEDALE IN ATTESA CHE ARRIVI LA BEFANA.

Il Comitato “Uniti per la Val d’Agri”

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