Come elaborare il disagio di un’epidemia senza farsi contagiare

La velocità con cui si propaga un virus, questo nella fattispecie, mette in risalto il tempo e la capacità di agire intorno a noi.

Si corre su due binari paralleli e il contagio non è solo la paura ad esso connessa, ma è la sfida; la percezione della quale si manifesta in ogni ambito!

Eravamo abituati ad un incedere lento e flemmatico, un po’ in controtendenza sotto certi aspetti con la corsa sfrenata al consumismo e all’eccentrica visione delle cose…ma quando le lancette del tempo si sono d’improvviso arrestate, modificando le nostre abitudini, abbiamo iniziato a capire a chi e cosa dare priorità e valore.

Questo meccanismo ha cambiato rotta e dunque rallentata la corsa alla futilità, ha fatto sì che si ristabilisse ordine nel caos.

Ci vorrà tempo per abituarsi, anche se leggeri segnali si intravedono!

La burocrazia ad esempio, mai come in questo momento  sta velocizzando un sistema di smaltimento, a partire dai provvedimenti che tra un decreto e l’altro prendono consistenza, eh già, non si può lasciare indietro una buona parte della popolazione che arranca.

L’ INPS in tempi ragionevolissimi e alla velocità d’un lampo, sta lavorando alacremente; ciò dimostra quanto all’occorrenza sia determinante il tempo e quanto siano da rivedere e correggere, gli errori del passato.

CROCE ROSSA,PROTEZIONE CIVILE e qualsiasi altra forma di volontariato costituiscono la catena umana di cui siamo capaci sempre e comunque e a qualsiasi livello!

Resta pur sempre qualche lacuna nella SANITA’, un po’ improvvisata all’emergenza, tra ritardi, superficialità e personale in affanno e che ciononostante rende giustizia al giuramento di IPPOCRATE.

Veri eroi di questo tempo e che si spera domani, siano ricollocate meritatamente ai primi posti della graduatoria e agli onori della gloria, coloro i quali in questo momento si sono sacrificati nell’atto di compiere il proprio dovere, per una giusta causa.

Il tempo è un alleato o nemico, a seconda dei punti di vista e noi avevamo sottovalutato il suo peso specifico.

Sondaggio più, sondaggio meno, quest’emergenza ci ha insegnato molte cose, una fra tutte è che non bisogna mai abbassare la guardia, che si può essere soggetto ai cambiamenti, dai quali trarne insegnamento.

Una nuova epoca si affaccia all’orizzonte, l’uomo dovrà rimodellarsi e probabilmente migliorarsi, facendo appello allo spirito d’adattamento di cui non tutti ne conosciamo o ignoriamo l’entità.

Certo è più facile passare dalla stalla alle stelle, ma la sfida in atto sarà proprio questa.

D’altra parte, profezie o no, se i mutamenti servono, tanto vale cominciare ad abituarsi al dopo, che non sarà facile, ma  sarà necessario adattarsi e munirsi  di una seconda pelle….e noi animali abitudinari, ce ne  convinceremo!

Carola Corleto

 

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