Amministrative 2019Primo Piano

Cicala si ricandida per la fase 2. E sugli annunci di Eni incalza: «Servono almeno 400 posti di lavoro»


«I tanti cantieri aperti ma anche le opere di carattere culturale, occupazionale, di crescita economica, mi hanno spinto con un senso di responsabilità a ricandidarmi e a terminare le cose che abbiamo iniziato. Tante sono ancora in corso». E’ questa la motivazione principale che ha mosso il primo cittadino uscente, Amedeo Cicala a scendere nuovamente in campo per un mandato bis con la sua lista civica “Viggiano, Rinnovamento e Unione”. Insieme a lui, ad intraprendere il percorso, una squadra composta da consiglieri e amministratori uscenti dell’attuale legislatura e da volti nuovi della società civile e non solo. Per Cicala, il volto di Viggiano, in questi 5 anni, è cambiato tanto ma spiega «siamo però ancora nella fase uno che è appunto quella della costruzione delle tante opere pubbliche che stanno portando tanti servizi».

Una fase uno che «significava fare tanti contenitori» ed ora invece dovrebbe iniziare la fase 2 che comincia – chiarisce – con questa amministrazione, mi auguro, ed è quella dell’animazione del paese». «Per fare un esempio – continua il sindaco uscente l’ex clinica Pellettieri sarà riempita di tanti contenuti, come anche la piazza coperta, la struttura sanitaria, la sede dell’Arpab oppure l’apertura in montagna del Rifugio, di piazza Papa Giovanni, il Palazzetto, il Parco natatorio, le strutture scolastiche». Insomma per l’amministratore «tutte queste strutture avranno ora la fase di animazione». In più, da parte di Cicala vi è «una grande opera, la creazione di un nuovo polo industriale alternativo al mondo del petrolio e di aver proposta già alla Regione Basilicata nei mesi scorsi e che rientra nel programma elettorale».



“Ho letto stamattina (ieri per chi legge ndr) dalle agenzia di stampa, l’intervento – commenta – anche dell’amministratore delegato Eni, Descalzi e mi auguro che in una prossima contrattazione, ci sia nella zona industriale, cuore dell’estrazione petrolifera, che miri alla creazione di un nuovo polo industriale e non di nuove royalties o del milione di euro che può essere dato ad un comune e che si riesca a portare a casa 300/400 posti di lavoro. Creazioni di posti di lavoro che possono dare risposte positive non soltanto a Viggiano ma a un comprensorio molto più ampio. Come dire, i 100 posti che leggo oggi, da Descalzi, possono far piacere, ma penso e dico che si debba arrivare almeno a 300/400 posti di lavoro, attraverso un lavoro di gruppo, attraverso le società, non soltanto Eni, le contrattiste. Ma anche attraverso la Regione Basilicata. Abbiamo un’amministrazione che si pone a confronto, da una parte per rispettare l’ambiente e la Salute e dall’altra parte far convivere nella nostra Valle, lavoro, occupazione e crescita economica». Tra i punti fondamentali del programma, quello del «lavoro, dare la possibilità e l’opportunità nel creare il più possibile e in vari ambiti opportunità di lavoro». Sull’avversario, infine, gli augura un «in bocca al lupo» e una “frecciatina” sulla sua proposta politica: «Non la vedo di apertura per Viggiano – dice – ma di chiusura». «Viggiano riveste un ruolo stesso di apertura verso gli altri paesi e non soltanto sul mondo petrolio, musica e su quello religioso. Non ho notato – chiosa – quest’apertura e visione».

Angela Pepe

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