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Cia: i prodotti dei campi alleati “naturali” contro il covid


Non solo le fragole Candonga del Metapontino ma numerosi prodotti dei campi sono gli alleati “naturali” contro la diffusione del Covid. La Cia-Agricoltori di Basilicata – che in periodo “no Covid” ha svolto sul territorio numerose iniziative sul tema dell’alimentazione a tutela della salute, dalle “passeggiate per la salute”, ai corsi nelle scuole dedicati ai giovanissimi, ai mercatini locali per la distribuzione di frutta, sino alla campagna “mangiare sano mangiare lucano” – rafforza il suo impegno e sostiene il progetto Scienza@tavola in tempo di COVID-19 , promosso dal Cnr. Il progetto nasce con l’intenzione di coinvolgere i cittadini in una indagine scientifica che aiuti a comprendere la reale consapevolezza delle scelte alimentari dei singoli durante il Covid-19 e il valore attribuito al cibo nella prevenzione delle patologie e nel raggiungimento del benessere psico-fisico.

L’indagine svolge un ruolo di primaria importanza proprio in questo periodo di crisi sanitaria, durante il quale abbiamo assistito ad inevitabili cambiamenti nei comportamenti, nelle abitudini, nella socialità e, quindi, anche nel nostro modo di stare a tavola.
Abbiamo imparato a utilizzare il lievito di birra, a gustare lentamente i nostri pasti, a cucinare gustose ricette e abbiamo anche recepito, inconsapevolmente o meno, molteplici informazioni su nutrienti, sconosciuti prima del Covid, che hanno un effetto benefico sulla nostra salute.
L’indagine svolge un ruolo di primaria importanza proprio in questo periodo di crisi sanitaria -spiega il Consiglio Nazionale delle Ricerche- durante il quale abbiamo assistito a inevitabili cambiamenti nei comportamenti, nelle abitudini, nella socialità e quindi anche nel nostro modo di stare a tavola.

 Tra gli inevitabili effetti della pandemia sulle abitudini alimentari della popolazione è da considerare anche la percezione da parte dei cittadini, di molteplici informazioni su nutrienti, sconosciuti prima del Covid, che potrebbero avere un effetto benefico sulla salute. Quanto sono effettivamente cambiate le abitudini alimentari durante il lockdown nazionale? Quanti di questi cambiamenti sono radicati ancora oggi? E soprattutto quali sono le principali fonti da cui i cittadini attingono le informazioni sull’alimentazione, e quale grado di affidabilità gli viene attribuito?

 Queste domande e molte altre troveranno le giuste risposte grazie al prezioso contributo di tutti i cittadini, che sono chiamati a partecipare come parte attiva e integrante nel raggiungimento dei risultati scientifici del progetto, compilando i semplici campi del questionario proposto.

 “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Queste le parole che Ippocrate, padre della medicina, pronunciò nel IV sec. A.C. e che si tramandano fino ad oggi, unitamente al giuramento di cui fu autore, con il quale invitava i futuri medici ad agire per il bene del paziente e nel pieno rispetto della sua persona. Verrebbe da pensare che, quasi 2500 anni più tardi, questi temi siano oltremodo assodati, eppure così non è. Oggi più che mai, così come non è scontato usare le migliori cure disponibili, appare ancora meno scontato, purtroppo, parlare di prevenzione. Si tratta dunque di orientare le scelte dei consumatori al supermercato anche se una buona alimentazione per la salute e la crescita del bambino comincia dalla scuola: è il messaggio della Cia e dell’Agia (Associazione Giovani Imprenditori) che sostengono in continuità con le attività di Ortolab, laboratorio di educazione alimentare. che hanno coinvolgono negli anni numerose scolaresche. I dati di partenza: il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso o obesi e già tre anni fa il Ministero aveva evidenziato come il 32,3% degli alunni delle elementari avesse problemi di sovrappeso con record del 40% in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia. Il forte sovrappeso dei più piccoli, peraltro, non coincide con la percezione delle mamme sulla gestione alimentare delle proprie famiglie, con più del 90% di loro che – secondo i dati diffusi dal Rapporto Osservatorio Mamme – reputa la propria alimentazione fondamentalmente corretta e poco meno del 70% delle intervistate che ritiene di dedicare maggior attenzione all’alimentazione dei propri figli che a quella degli adulti della famiglia.

L’impegno della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori,  tra le tante iniziative promosse, registra l’ accordo tra la confederazione e i medici di famiglia tesa ad un’alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie, le fattorie didattiche e più di recente le fattorie sportive con programmi specifici di alimentazione per quanti praticano sport non esclusivamente agonistico. La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare –sottolineano i dirigenti della Cia – hanno sempre rappresentato per noi un elemento cardine della sua strategia a tutela della salute pubblica, dei consumatori.

La Basilicata, pertanto, si presta ampiamente per realizzare un moderno progetto e un modello da studiare e da far conoscere per valorizzare l’enorme “giacimento di salute” costituito dalle proprie produzioni agroalimentari tipiche. La base di partenza – conclude la Cia – è la scuola dove i bambini possono imparare a distinguere il cibo del fast food da quello di casa.

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