Politica

Caso ENI, martedì prossimo “flash mob” del “M5s” davanti agli uffici regionali

Il petrolio ha portato ricchezza alle nostre popolazioni o soltanto alle lobby politiche? Ha inquinato l’ambiente? I lavoratori assunti sono del posto e i cittadini vivono bene? E, infine, dopo gli ultimi fatti accaduti al Cova Eni di Viggiano la popolazione può stare più tranquilla? Ecco, sono proprio queste alcune delle domande a cui la nostra politica di ogni bandiera, che oggi si esprime insieme ai propri adepti soltanto sui social network, deve dare giuste ed esaudienti risposte, ma subito, e senza perdere assolutamente tempo, mentre se il premier Paolo Gentiloni ritiene che siamo soltanto dei “provincialisti”, questa poi è altra storia, ma, intanto, la cosa certa che si evince da alcuni dati ufficiali del 2013 pubblicati proprio in questi giorni dal sito ufficiale del Crob di Rionero in Vulture, i tumori in Basilicata sono in continuo aumento e qualcuno dovrebbe essere in grado di informarci meglio anche su questo.

In tal senso, il flash mob #NOPETROLIO #NOPITTELLA è stato organizzato dal “Movimento 5 Stelle Basilicata” e si svolgerà a Potenza, nella giornata di martedi prossimo, 16 maggio, con inizio alle ore 10.00, in viale Vincenzo Verrastro 4, davanti al Palazzo della Regione Basilicata, in coincidenza con la prossima seduta del Consiglio regionale. Obiettivo del flash mob, come preannunciano gli stessi promotori, sarà un momento per ribadire la richiesta della chiusura definitiva del “Cova ENI” di Viggiano, le dimissioni del governatore Marcello Pittella e lo stop all’apertura del “Centro Oli Total” di Corleto Perticara, ma una domanda sorge spontanea “chi ci sarà veramente davanti agli uffici regionali?”, ma questo lo sapremo soltanto in seguito.

“L’evento ambientale – come si legge in una nota stampa congiunta inviata oggi, domenica 14 maggio, dai consiglieri regionali della Basilicata, Gianni Leggieri e Gianni Perrino – sarà un motivo in più per pensare che sarà la metafora della realtà di morte morale, civica e sociale che porta la fallimentare industria petrolchimica insieme al malcostume di personaggi irresponsabili che non esitano a mettere a repentaglio i beni comuni in nome di un millantato sviluppo chiamato “sostenibile” e non sarà danza, parola o coreografia, ma semplicemente un’azione di gruppo di alcuni minuti che tutti i cittadini preoccupati per il futuro della regione sposeranno all’unisono”.

Rocco Becce robexdj@gmail.com

 

 

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