Petrolio in Val d'Agri e Valle del SauroPrimo Piano

Cari candidati questa volta cogliete l’attimo! “Petrolio – dopo petrolio e non solo Valle”!!!

“Per incarico ricevuto dall’ Ispettorato del Regio Corpo delle Miniere, in principio dello scorso autunno dovetti eseguire una sommaria ricognizione delle manifestazioni petrolifere che si osservavano in vari punti del territorio di Tramutola (Potenza)” comincia così l’intervento dell’ing. C. Crema pubblicato sul Bollettino della Società Geologica Italiana del 1902.
Comincia da qui la storia del petrolio in Basilicata.

Era il 1902 e l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Zanardelli, decise di fare un viaggio in Basilicata, per verificare le reali condizioni di miseria di quella terra. Viaggiò anche tra i nostri comuni della Val D’Agri. Su un carro trainato da buoi, parlò con i sindaci, con i contadini, con i pastori, ma non c’è traccia nel suo viaggio della materia prima che avrebbe cambiato il mondo. Non c’è traccia di quella “sorgente di acqua mista a petrolio, che spiccia dagli strati eocenici al contatto con un importante spuntone di compatto calcare triassico a circa 200m dall’asse della valle principale”. Nessuno dei sindaci, dei nostri Parlamentari riferì a Zanardelli che “l’acqua contiene tracce di cloruro di sodio; il petrolio viene emesso in piccola quantità, ma in modo continuo sotto forma di viscide filacciche che vengono trascinate dalla corrente impeciando le sponde del ruscello e sprigionando un acuto odore caratteristico. La sorgente emette anche talvolta delle bolle gassose” (C. Crema – bollettino SGI 1902, p.45).

Niente, Zanardelli rientrò a Roma ed emanò una “legge speciale” per la Lucania. Una legge che impegnava risorse economiche per migliorare le strade e le ferrovie (si…c’erano le ferrovie in Basilicata e si investiva anche nel potenziarle…incredibile eh??), costruire le scuole, sostenere un piano di sviluppo agricolo attraverso la creazione di una cassa agraria, avviare lavori sistemazioni delle acque lucane…ma niente, silenzio assoluto su quella materia viscida che in Val d’Agri, sporcava l’acqua.

Eppure, negli Stati Uniti il primo pozzo in profondità per estrarre petrolio fu scavato nel 1859. Da quella data in poi, fu fonte di ricchezza per un “certo” signor John D. Rockefeller.
In Italia invece nasceva il socialismo, le prime lotte dei lavoratori, dei ferrovieri; era cominciata la modernizzazione del paese, insieme alle prime riforme di carattere sociale…ma la Basilicata era una terra povera, una terra lontana che galleggiava sul più grande giacimento di petrolio dell’Europa.
Ora siamo in campagna elettorale, una campagna che traballa tra le fake news e le stratosferiche promesse dei nostri impegnatissimi candidati.

Ecco, un suggerimento ai candidati della Basilicata è quello di non fare gli stessi errori dei politici dell’inizio del secolo scorso, che non riuscirono a cogliere le novità del territorio e fare proposte al Presidente del Consiglio.
Cari candidati, parlate dell’inquinamento che provocano le grandi multinazionali che operano nei nostri terreni colmi di energia. Parlate di come coltivare ed estrarre idrocarburi oggi si può fare rispettando l’ambiante. Parlate del futuro della valle, di questa Valle dell’Agri che tra vent’anni potrebbe non essere più così attraente per le multinazionali che sfruttano il petrolio, perché le stesse multinazionali stanno investendo in nuove forme di energie alternative…e purtroppo non lo stanno facendo nel nostro territorio.
Cari candidati, proponeteci un futuro dove vivere qui sarà meno complicato che andare via.

FDS

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