In occasione della Giornata Mondiale delle Api, la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) ha organizzato con il supporto del Cral Eni Lucania un evento divulgativo nel Campus Agrivanda di Eni, a Viggiano. L’iniziativa, nata per sensibilizzare giovani e meno giovani sul ruolo delle api per la tutela della biodiversità e il mantenimento dell’ecosistema, è stata condivisa anche dal Parco Appennino Lucano Val D’Agri-Lagonegrese (PNAL).

Un’esperienza coinvolgente e multidisciplinare capace di unire apprendimento e sperimentazione tra laboratori pratici e creatività, arricchita dalla presentazione del libro fotografico “Le Api Custodi dell’Ambiente”. Un volume che offre un racconto per immagini del progetto di biomonitoraggio con le api, un’iniziativa volontaristica di Eni affidata alla FEEM e realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna. L’evento si è svolto in mattinata alla presenza dei ricercatori della FEEM, degli apicoltori che seguono il progetto e del management del Distretto Meridionale Eni. Tra i presenti, anche 60 bambini delle scuole primarie dell’I.C. “De Lorenzo” di Montemurro e dell’I.C. “Racioppi” di Moliterno. I piccoli hanno potuto osservare da vicino un’arnia didattica e le attrezzature usate dagli apicoltori, oltre a partecipare a laboratori di arte creativa per realizzare candele in cera d’api ed esemplari di api con materiale da recupero.
Durante la sessione dedicata alla presentazione del libro, le ricercatrici senior della FEEM, Tiziana Perri e Francesca Scannone, hanno raccontato i contenuti del volume, focalizzandosi sul ruolo di queste creature tanto operose quanto fragili, sentinelle di un ecosistema in costante mutamento. Un “esercito” silenzioso, lo hanno definito, che esplora ogni anno quasi 50 chilometri quadrati di territorio della Val d’Agri, raccogliendo, attraverso il polline e l’acqua dei ruscelli, anche elementi in tracce. Un’operatività costante, in grado di restituire un quadro della qualità dell’ambiente bilanciato nel tempo e nello spazio. A primavera inoltrata, gli apicoltori che seguono il progetto raccolgono preziosi campioni di api bottinatrici, cera e miele giovane da utilizzare per la ricerca di sostanze riconducibili alle attività antropiche. I campioni vengono poi inviati a laboratori terzi per le analisi.
“Il libro fotografico – ha affermato Francesca Scannone di FEEM – contribuisce alla conoscenza delle potenzialità delle api come organismi biomonitori e custodi della biodiversità. Negli ultimi anni, le tecnologie avanzate permettono di analizzare con grande accuratezza i prodotti delle api e di comprendere e valutare in che modo le attività umane si rapportano con l’ambiente. Ogni prodotto dell’alveare può diventare una matrice ambientale altamente specifica”.




