Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Cambi di appalto “scellerati” al Cova di Viggiano e Tempa Rossa

“Quanto accade oggi a Tempa Rossa sembra replicare quanto avvenuto e ancora avviene al Cova di Viggiano; poca trasparenza da parte delle grandi Aziende del Petrolio e nessun intervento delle Istituzioni consentono un gioco di cambi di appalto e condizioni di lavoro non corrette che mettono i livelli occupazionali a rischio”. Lo dichiara in una nota la Uil Basilicata.

“Questo sistema industriale caratterizzato da scellerati cambi di appalto sta mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica dell’intera comunità lucana. Non è condivisibile ed accettabile l’idea di penalizzare lavoratori e cittadini che da anni contribuiscono in maniera importante alla crescita del Pil Regionale ed alla tenuta energetica dell’intero paese. Questo è il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità! Il protrarsi del lavoro a chiamata non è la risposta adeguata per questo territorio e per i suoi cittadini/lavoratori. Il lavoro a chiamata non può e non deve caratterizzare il Centro Oli di Viggiano.

I cambi di appalto che si sono succeduti nel 2016 ancora oggi non trovano delle risposte esaustive, ovvero la ricollocazione di tutti i lavoratori coinvolti, ed è una fotografia inaccettabile a cui bisogna dare risposte certe e tempestive.

Inoltre ribadiamo ad Eni, in relazione ai cambi di appalto in scadenza o scaduti nel 2017, che non potrà essere accettato in alcun modo un confronto sindacale in cui vengono messi a rischio gli attuali livelli occupazionali, anche l’alibi più volte mostrato delle aziende subentranti della mancanza di odl (ordini di lavoro) è un problema tra Eni e le Aziende, e per quanto ci riguarda è un alibi inaccettabile e troverà risposte a livello sindacale che andranno in un’unica direzione: la difesa vera del lavoro e dei lavoratori della val d’agri!

Non saremo disponibili e non siamo disponibili – conclude la Uilm – a trattare o a interpretare regole già fissate, vedi protocollo di sito che per noi rappresenta senza nessun dubbio e senza nessuna interpretazione una vera e propria clausola sociale. Questo è un dovere da parte delle istituzioni e dell’Eni ed è un diritto dei lavoratori!”.

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