La Basilicata è una regione di borghi. Non solo perché il suo immaginario turistico passa da luoghi come Maratea, Pietrapertosa, Venosa, Miglionico, Viggianello, Rivello o Guardia Perticara, ma perché la sua struttura territoriale è fatta soprattutto di piccoli centri, aree interne, montagne e collegamenti difficili. È qui che la digitalizzazione diventa una questione decisiva: non un lusso tecnologico, ma uno strumento per tenere uniti paesi, cittadini, imprese e servizi pubblici.
Secondo il Censimento permanente Istat, al 31 dicembre 2023 la Basilicata contava 533.233 residenti, in calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Il dato conferma una tendenza nota: molti comuni lucani devono fare i conti con spopolamento, invecchiamento e distanza dai principali poli di servizio. In questo contesto, parlare di borghi significa parlare anche di scuole, sanità, turismo, lavoro da remoto, pubblica amministrazione e accesso ai servizi.
Una regione di paesi, ma con un problema di distanza
La forza dei borghi lucani è evidente: centri storici ben conservati, paesaggi identitari, tradizioni vive, patrimonio culturale diffuso. L’associazione “I Borghi più belli d’Italia” include diverse località lucane, tra cui Maratea, Miglionico, Pietrapertosa, Rivello, Venosa e Viggianello. Tuttavia, la bellezza da sola non basta. Un borgo può attrarre visitatori, nuovi residenti e piccole attività solo se è raggiungibile anche digitalmente.
La digitalizzazione in Basilicata sta avvenendo su più livelli. Il primo è quello delle infrastrutture: fibra, reti ultraveloci, wi-fi pubblico e copertura nei territori meno serviti. Il Piano “Italia a 1 Giga”, nell’ambito del PNRR, punta a portare connessioni ultraveloci nelle aree non coperte da reti adeguate, in linea con gli obiettivi europei della Gigabit Society. In Basilicata, FiberCop ha comunicato nel novembre 2024 l’avvio e l’intensificazione dei cantieri del piano, con l’obiettivo di raggiungere circa 67 mila civici in 120 comuni e un investimento complessivo di circa 130 milioni di euro.
Wi-fi pubblico, PA digitale e turismo: cosa si sta muovendo
Un altro tassello è il progetto “Basilicata Wi-Fi”. La Regione indica una rete pubblica gratuita implementata in 115 comuni, pari al 93% dei comuni lucani, compresa Matera. Nel 2025 è stata inoltre aperta una manifestazione d’interesse rivolta ai comuni lucani interessati a continuare a usare le reti wireless pubbliche regionali. È un segnale concreto: nei borghi, il wi-fi pubblico serve ai residenti, ma anche a turisti, lavoratori in mobilità, studenti e piccoli operatori economici.
La connettività incide anche sull’intrattenimento online: dallo streaming alle piattaforme di gioco e servizi digitali come NetBet, l’accesso a reti stabili rende i borghi meno isolati anche nelle abitudini quotidiane, pur richiedendo sempre un uso consapevole e responsabile del digitale.
La seconda dimensione è la pubblica amministrazione. La piattaforma PA digitale 2026 finanzia servizi come pagoPA, app IO, identità digitale e notifiche digitali per gli enti locali. Anche la Regione Basilicata ha aderito a SEND, il servizio nazionale per le notifiche digitali a valore legale, pensato per semplificare le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni, cittadini e imprese. Per un piccolo comune, questo può voler dire meno code, meno carta, pratiche più rapide e cittadini meno costretti a spostarsi.
Perché collegare i borghi è una scelta politica, non solo tecnica
La digitalizzazione dei borghi lucani, però, non può essere ridotta alla posa della fibra. La connessione è la base; poi servono competenze, personale formato negli uffici comunali, siti aggiornati, servizi facili da usare, promozione turistica online e capacità di fare rete tra comuni. La Strategia nazionale per le aree interne insiste proprio su questo punto: sostenere territori lontani dai servizi essenziali e contrastare il declino demografico attraverso interventi integrati.
Per la Basilicata, collegare i borghi al resto del Paese significa ridurre l’isolamento fisico e sociale. Significa permettere a un’impresa artigiana di vendere online, a una struttura ricettiva di intercettare nuovi visitatori, a un giovane di lavorare da remoto senza lasciare il paese, a un anziano di accedere più facilmente ai servizi pubblici. Significa anche rendere i borghi meno fragili e più competitivi.
La direzione è avviata, ma la partita non è chiusa. I cantieri e i progetti ci sono; la vera sfida sarà trasformare l’infrastruttura in uso quotidiano. Solo così i borghi della Basilicata potranno restare luoghi vivi, non cartoline bellissime ma isolate.




