Borghi da salvare: intensificare innanzitutto cooperazione tecnici-amministratori

L’accordo siglato dal Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) e l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem) per i quali la sinergia tra fondi del Recovery fund e investimenti privati possono agevolare investimenti e interventi di recupero, per riabitare borghi e centri storici va nella direzione che abbiamo indicato e stiamo perseguendo: salvare i nostri piccoli borghi da un destino che nessuno deve considerare inevitabile. E’ il commento del Gruppo Cestari, affidato ad una nota a firma del presidente ing. Alfredo Cestari, che riferisce della sinergia avviata con i più noti urbanisti e pianificatori italiani ed esteri tra i quali l’architetto Stefano Boeri,  professionisti impegnati nell’attività di recupero dei nostri centri, con l’obiettivo di qualificare ulteriormente gli interventi da realizzare.

La “fotografia” della situazione attuale è nitida: nei 5.552 piccoli Comuni d’Italia si trova una casa vuota ogni due occupate; solo il 15% di quelle disponibili ospiterebbero 300mila abitanti, e le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti.
L’accordo Architetti-Amministratori punta a migliorare l’utilizzo dei fondi europei, regionali e nazionali disponibili per progetti di rigenerazione urbanistica, architettonica, ripensamento degli spazi pubblici e privati nei borghi e nei villaggi alpini e appenninici, a costruire opportunità di sviluppo per rendere più smart e green i territori rurali, sostenendo la realizzazione di reti infrastrutturali, anche digitali. Per fa questo, le Amministrazioni dei Comuni e di tutti gli Enti territoriali devono predisporre modalità pubbliche di selezione dei migliori progetti per interventi di recupero o di nuove opere.

E’ quello che stiamo spiegando agli amministratori – dice l’ing. Cestari – nel corso di incontri e seminari. Rigenerare luoghi fino a ieri considerati da troppe parti dell’economia e della politica ai margini, oggi è possibile, utilizzando intelligentemente tutti gli strumenti disponibili tra i quali gli ecobonus e più in generale gli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici, secondo le misure di agevolazione previste dal Decreto Rilancio varato dal Governo. I sindaci, specie al Sud, hanno verificato che altre strade, tra le quali il progetto, chiamato semplicemente “Case a un euro”, vale a dire rendere disponibili gratuitamente vecchie case abbandonate non ha dato che sporadici e rari risultati perché i compratori non possono investire senza precise garanzie.

Il compito del nostro gruppo di lavoro che ha professionalità ed esperienze maturate negli anni con basi operative a Moliterno, Fisciano-Salerno, Napoli, Milano e Bruxelles, in attività un po’ in tutte le regioni, dalla Lombardia alla Sardegna  – spiega Cestari – è di affiancare i sindaci e sostenerli in tutte le fasi di studio, progettazione e realizzazione degli interventi.

Il gruppo Cestari tra le sue societa’ ha esperti EGE ( esperti gestione dell’energia e dell’efficientamento),  una società ESCO (energy service company) , specializzata e certificata per la riqualificazione ed efficientamento di edifici civili ed industriali.

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