Politica

Bonifica sversamenti a Corleto Perticara, sì a mozione



Con il dispositivo si impegna la Giunta, tra l’altro, a “continuare l’iter amministrativo per giungere all’effettuazione delle opere di bonifica dell’area e a rivedere l’indagine epidemiologica volta a chiarire l’impatto sanitario sulla popolazione”

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dai consiglieri del M5s Leggieri, Perrino e Giorgetti con la quale si impegna il presidente della Giunta regionale e la Giunta regionale a “continuare l’iter amministrativo per giungere all’effettuazione delle opere di bonifica dell’area; a chiedere per quanto di competenza, appena conclusa l’attività di caratterizzazione, la costituzione di un tavolo interministeriale che coinvolga gli enti locali interessati anche per la riparazione dell’eventuale danno ambientale; a rivedere, anche per il tramite dell’Istituto Superiore di Sanità, l’indagine epidemiologica in corso volta a chiarire l’impatto sanitario sulla popolazione”.



“L’attività estrattiva – si legge nel documento – produce, come noto, una notevole quantità di fanghi, fluidi e altri rifiuti per ogni barile di olio prodotto. Nel territorio della regione Basilicata un pozzo minerario di medie dimensioni raggiunge oltre 3.000 metri di profondità e la sua realizzazione comporta la produzione di rifiuti speciali e pericolosi composti al 50 per cento da fanghi e al 50 per cento da acque di strato che, per ogni metro perforato, equivalgono a 4,5 barili di rifiuti. In particolare, il giacimento di Tempa Rossa registra un’attività estrattiva quantificabile in una quota di 30 mila barili al giorno e a regime arriverà a 50 mila barili giornalieri, una enormità di rifiuti prodotti da un solo pozzo sia durante la perforazione che durante le attività di estrazione. Ad oggi, non risulta alcuna notizia in merito all’avvenuta bonifica dei suddetti siti inquinati, mentre sono note le continue proteste di cittadini e agricoltori proprietari di terreni confinanti con le suddette aree, a causa dei numerosi decessi, probabilmente provocati dall’inquinamento presente in dette zone, anche se non risultano effettuate indagini eziologiche finalizzate a capire quanto tali fattori ambientali abbiano influito nel determinare malattie mortali”.

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