Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Bolognetti ad Eni: Il Centro Olio Val d’Agri non è un termosifone

"Anche se a volte sorge il dubbio che sia gestito come tale"


D’accordo, le “ammine filmanti” sono autorizzate dall’AIA, ma Eni non provi a distogliere l’attenzione da un fatto: Arpab ha verificato la presenza di Mdea, dietanolammine ed etanolammine, il cui utilizzo di certo non è previsto dall’AIA. Sostanze, quelle citate, che sono da considerarsi pericolose per organismi acquatici e terrestri.

Inoltre, con il dovuto rispetto per la nostra compagnia petrolifera di bandiera, credo che sia comunque opportuno un chiarimento su quanto Eni scrive nei suoi rapporti di prova relativi alla presenza di Ammine filmanti: “I dati ottenuti nel presente RdP per il parametro Ammine Filmanti secondo la metodica “MP1861 rev1/2013″ autorizzata dalla Regione Basilicata sono da ritenersi potenzialmente sovrastimati…”.

Per quanto mi riguarda, chiedo un opportuno supplemento di chiarezza che ci porti fuori da formule dubitative e inaccettabili incertezze. Ad oggi, gioverà ricordarlo, ancora non sappiamo quando sia iniziata la perdita di oltre 400 t. di idrocarburi e rimaniamo fermi a quel “presumibilmente”, che di certo risposta non è.

Cari amici dell’Eni, il Centro Olio Val d’Agri non è un termosifone, anche se a volte sorge il dubbio che sia gestito come tale. Un supplemento di chiarezza e di approfondimento sulla vicenda ammine(filmanti e non) non può che far bene a tutti, anche a voi, se, come mi auguro, non avete niente da nascondere.

P.S. Forse sarebbe opportuno controllare con attenzione tutta la rete di condotte al servizio delle attività estrattive made in Basilicata. Inclusi i 136 km di condotta utilizzati per trasferire il greggio della Val d’Agri a Taranto.

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