Società e Cultura

Befana: dal Csail carbone a dirigenti UECA (ex Arbea) e olio di mirra ad Assessore Braia

Il Csail, come è tradizione da alcuni anni, non rinuncia a consegnare per l’Epifania, carbone a quanti hanno responsabilità istituzionali e si sono dimostrati “cattivi” con i cittadini. Per il 2017 i destinatari del carbone sono i dirigenti Ueca (ex Arbea) per “il comportamento di ostilità assunto nell’anno appena trascorso nei confronti dei piccoli agricoltori che da 16 anni attendono che siano liberate le  pratiche “incagliate” nella “rete burocratica” . Nel ricordare il recente intervento sulla questione ad opera del precedente assessore all’Agricoltura  Michele  Ottati, Filippo  Massaro, portavoce del Csail aggiunge che riprendendo la tradizione del dono della mirra a Gesù Bambino da parte di uno dei Re Magi, sarà donato olio di mirra all’assessore Luca Braia che ha messo in discussione i pesanti rilievi del  suo predecessore.

Questo olio – spiega Massaro – è molto apprezzato in aromaterapia come sedativo, antidepressivo e come promotore di sentimenti spirituali. Armonizzante, la mirra serve a equilibrare il mondo spirituale con quello materiale, dandoci forza e ottimismo, in modo particolare aiuta le persone che hanno paura di rivelare i loro sentimenti. Rende umili e devoti, predisponendoci a ricevere energia e amore dagli altri.

I doni della Befana-Csail – è scritto nella nota – hanno lo scopo di accendere l’attenzione su un elemento essenziale della vita civile e sociale della nostra regione: la pubblica amministrazione deve mostrare non solo formalmente di essere al servizio dei cittadini e di praticare la trasparenza di comportamenti ed atti. E non si sottovaluti che ogni euro di multa da parte dell’Ue (o meglio è il caso di parlare di milione di euro) per le irregolarità compiute dall’ex Arbea corrisponde a euro (milioni) che gli agricoltori avrebbero potuto ricevere per rilanciare le proprie aziende e con esse l’economia e l’occupazione locale. Senza sottovalutare che è l’intera collettività a dover risarcire l’Unione Europea per il comportamento assunto da un manipolo di burocrati inefficienti. Quegli stessi burocrati che attraverso procedure molto discutibili e oggetto di inchieste hanno fatto una carriera fulminante all’interno dell’ex Arbea.

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